
Siamo ormai agli sgoccioli, la festa di San Juan è ormai dietro l’angolo. Questa será per la vigilia di questa festa che darà ufficialmente inizio all’estate prevede degli spettacoli letteralmente “scoppiettanti”: fuochi pirotecnici e faló accompagneranno la vigilia della festività.
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La festa di Sant Joan è ormai alle porte: la pagina web della ricorrenza è già pronta con tutte le informazioni relative alle attività previste per la celebrazione che darà il benvenuto all’estate.
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Sono un patito della pasta fresca, a Barcellona di certo non manca la possibilità di andare al super e comprare la pasta che si desidera, uno tra tante la Buitoni. Però, volete mettere il piacere, il gusto e la soddisfazione che si ricava facendo la pasta con le proprie mani.
È più semplice di quanto si possa immaginare!
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Quando sono arrivato a Barcellona mi sono reso conto che i tempi di cottura della pasta non erano quelli consigliati nelle etichette, ma anche questi variano al variare della cultura.
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L’horchata (orxata in valenziano e catalano) è la bibita preferita dai catalani quando è ora di rinfrescarsi per il caldo estivo.
Bianca come il latte, è il succo della chufa (xufa in valenziano e catalano) un tubercolo di una pianta (il Cyperus esculentus), in italiano si chiama dolcichino o babbagigi, in inglese tiger nut. È originario del Medio Oriente, i primi utilizzatori sono stati gli antichi egizi, infatti sono state trovate tracce della chufa accanto ad una mummia egizia sepolta assieme al prezioso tubercolo. Veniva utilizzata per farne farina o veniva mangiata cruda.
In Europa le prime tracce sono state trovate ad Alboraya un villaggio vicino Valencia considerato la patria dell’horchata anche per l’incredibile numero di horchaterie presenti, si pensa sia stato importato dalle popolazioni arabe che hanno invaso la zona. Nel secolo XVIII in uno trattato di Marc Antoni d’Orellana è scritto che i valenziani ma anche gli abitanti di Madrid usano rinfrescarsi bevendo acqua aromatizzata con la chufa che veniva preparata in inverno e conservata fino all’estate.
La prima testimonianza che parla chiaramente di orxata de xufa si trova in un’opera del 1789 in cui si dice che veniva usata anche per curare varie malattie.
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