
Quasi il 50% dei catalani è a favore della creazione di uno stato proprio. È quanto emerge da un sondaggio realizzato questo febbraio, commissionato dal sito Web di Joan Laporta, attuale presidente del Barcellona in odore di “discesa in politica”.

Quasi il 50% dei catalani è a favore della creazione di uno stato proprio. È quanto emerge da un sondaggio realizzato questo febbraio, commissionato dal sito Web di Joan Laporta, attuale presidente del Barcellona in odore di “discesa in politica”.

Un 30 dicembre decisamente caldo a Palma, capoluogo dell’isola di Maiorca. Circa 4000 persone (secondo gli organizzatori, poco più di 1000 secondo la polizia locale) hanno manifestato nella piazza centrale della città per rivendicare l’indipendenza dei Paesi Catalani.

Con l’epicentro concentrato nella contea di Osona (35 comuni chiamati al voto), che ha registrato un’organizzazione unificata e la partecipazione più elevata (40%), si è conclusa ieri la consultazione popolare sull’indipendenza della Catalogna. Un 30% di partecipazione, al di sotto delle aspettative degli organizzatori che puntavano al 35/40%, e, ovviamente, la vittoria del Sì.

“Siete d’accordo sul fatto che la nazione catalana sia uno stato di diritto, indipendente, democratico e sociale, parte integrante dell’Unione Europea?”

Cerchiamo di capire, dal nostro punto di vista, cosa sta succedendo ad Arenys de Munt, un ridente paesino di 8.023 abitanti, vicino Matarò, dove un gruppo di cittadini ha organizzato una consulta, con una domanda che fa riferimento al diffuso desiderio di autodeterminazione dei catalani.
Il testo del quesito è: “Lei è d’accordo che Catalogna diventi uno stato di diritto, indipendente, democratico e sociale, integrato nell’Unione Europea?”

11 Settembre a Barcellona è sinonimo di Llibertat, o per meglio dire rivendicazione dell’autonomia perduta nello stesso giorno del lontano 1714 e mai più riconquistata del tutto, almeno non politicamente. Quest’anno sarà anche l’occasione per ricordare e dare il giusto omaggio al Mediterraneo e a Barcellona, definitivamente eletta nel 2008 sede dell’Unione per il Mediterraneo.

Tra poche ore si giocherà la finale della Copa del Rey tra due squadre per le quali questo evento risulta particolarmente sentito soprattutto “nelle loro rispettive nazioni”, ha commentato Joan Laporta, presidente della squadra catalana. Come tutti credo sappiate, la Copa del Rey non è altro che la Coppa di Spagna, nazione alla quale sia Paesi Baschi che Catalunya reclamano l’indipendenza.
Giovedi 11 di settembre è festa in Catalunya. A Barcellona, durante tutto il giorno si organizza la Festa per la Llibertat, con un concerto la sera, al Passeig Lluis Companys, a l’Arc de Triomf.
È da alcuni anni che diverse organizzazioni della società civile organizzano questa giornata di festa. Una mostra con esposizoni di varie associazioni durante tutto il giorno e a partire dalle 19.30 un concerto. Quest’anno suonano Cesk Freixas, un cantautore, La Troba Kung-Fu, gruppo di rumba, e la Companyia Elèctrica Dharma, gruppo con una carriera di piu di 20 anni, hanno suonato spesso a l’estero, mischiando diversi stili musicali.
Perchè l’11 di Settembre? Niente a che fare con l’11 Settembre di New York. La Catalunya commemora l’11 Settembre del 1714, quando perse la guerra contro le truppe spagnole di Filippo V di Borbó. La Catalunya, fino a quel momento era una nazione sovrana, perse la libertà nazionale, le proprie leggi e subì la proibizione della lingua e della cultura catalane.
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