Adesso qualcuno ci guarda

catalunya

Link sponsorizzati

Fino a poche settimane fa per gran parte del mondo, la Catalogna era al massimo la regione che stava dietro e intorno a Barcellona.
I politici e gli architetti ce l’avevano fatta: avevano costruito per la città una marca perfetta, sorridente, amica, divertente.

Grazie alle olimpiadi del ‘92, erano riusciti a trasformarla in un luogo gradevole, allegro, rivolto al mare: un bel posto dove vivere, lavorare o passare una vacanza. Una città da vendere.

Con un’abilità innegabile avevano saputo approfittare dell’occasione per risolvere molti problemi che si trascinavano da tempo: baracche, mancanza di fognature, verde pubblico e collegamenti. Con le entrate provenienti dalla costruzione, gli enti pubblici avevano costruito servizi efficienti anche per i quartieri periferici.

La grande speculazione, perché di questo si era trattato, aveva anche un volto umano ed aveva saputo far coincidere lo sfruttamento edilizio con la qualità di vita.
Tutto intorno alla città però esisteva anche un territorio con storia, identità e rivendicazioni secolari.

La questione catalana o, a seconda di chi la guarda, il caso o il riferimento, erano lasciate sullo sfondo, per non disturbare il clima festaiolo del prodotto turistico.
Come nota il giornalista Vicent Sanchís sul quotidiano El Punt Avui la Catalogna in cerca di un’identità propria importa modelli e riflessioni – la basca, quella del Quebec, la scozzese o qualsiasi altra si trova vicino – e, diversamente da Barcellona, non esporta se stessa.
In poche settimane quattro o cinque media di una certa influenza nel mondo ne hanno parlato: nella cronaca quotidiana della crisi del debito si è cominciato a parlare del suo rapporto con lo stato spagnolo. Adesso tutto si è capovolto. A favore o contro, non importa. Se ne parla, si riconosce l’esistenza di un Paese distinto. È un primo passo necessario. Se un bel giorno questo paese vuole camminare con le sue gambe, lo dovrà fare partendo dal riconoscimento e dalla comprensione internazionali. Se lo fa dall’ignoranza –conclude Sanchís- ci troverà solo incomprensione. Altrimenti, ci penserà la Spagna“.

di Marco Giralucci: Catalogna Oggi | VenèciAquí

Fonte foto flickr

    Condividi: post<li>

I seguenti articoli potrebbero interessarti:

Barcellona ha deciso

Barcellona ha deciso11/04/2011. 257.645 Votanti fanno di Barcellona la capitale del “Dret de decidir”. La capitale catalana rompe il tabú sul fatto che le grandi città siano terreno difficile per un referendum [...]

Barcellona ’92: Ara que tinc vint anys

Barcellona ’92: Ara que tinc vint anys20/06/2012. Sono passati 20 anni da quando Barcellona ospitò i Giochi Olimpici che cambiarono la fisionomia della città e la situarono quale referente degli eventi sportivi internazionali. Nell’anno [...]

Obiettivo di democrazia

Obiettivo di democrazia12/03/2011. Il Parlamento di Catalogna, anche senza il voto dei socialisti e dei popolari, ha approvato il 10 marzo la mozione di appoggio al referendum autogestito che pone il [...]

Nessun Commento


  1. Nessun Commento

Scrivi un commento





Ultimi commenti

  • Questioni Consolari (13)
    • Marion: @Enrico, perche dovrei pagare un servizio che dovrebbe essere gratuito per i cittadini Italiani all’estero? I numeri di telefono dei quali parli sono a pagamento e ti assicuro che le persone che rispondono non sempre sono molto...
    • Enrico: L’iscrizione all’AIRE andrebbe fatta poco prima di partire, andando all’ufficio Anagrafe del comune di residenza. Io ho vissuto all’estero, in Francia, per qualche anno, ma non ho mai avuto problemi di alcun tipo...
  • NIE (Número de Identidad de Extranjero), da Luglio 2012 è cambiata la prassi per la richiesta (109)
    • Fede: Alessio, mi sa che stai facendo un gran polverone…purtroppo non è per niente incostituzionale, io vivo a Barcellona da prima di questa legge, ho tutto in regola. Però ho fatto delle ricerche per un amico, dalle quali ho scoperto che...
    • Alessio: Ciao a tutti e complimenti per il sito. Ho mandato una mail, ma vi riscrivo qui. Il mio caso è il seguente: Sto facendo un dottorato in Italia e andrò a fare un periodo di ricerca in Spagna. Ho un invito formale da parte della Pompeu...
  • Ma è davvero salutare correre a Barcellona? (1)
    • Pisto: Corro spesso e tanto e sicuramente un giorno moriro’.ci sono zone che eviterei sicuramente soprattutto nelle ore piu’ problematiche.consiglio la carretera de les aigües appunto nel collserola un percorso di 18 km max tutto o...

Collabora con noi

Vivi a barcellona?
Sei in vacanza qui?
Se vuoi collaborare scrivendo su questo blog, per parlare del tuo viaggio o delle tue nuove esperienze,
Contattaci
Scrivici

 Registrati