
Mentre – come annunciato dal ministro dell’Economia Luis De Guindos durante una conferenza stampa trasmessa in tv – il Governo spagnolo approvava il pacchetto di riforme del sistema bancario (un pacchetto che include una “bad bank” cui far confluire asset problematici e uno schema di gestione dei fallimenti bancari), Standard and Poor’s annunciava di aver declassato il rating a breve e a lungo termine della regione spagnola della Catalogna rispettivamente da BBB- a BB con outlook negativo.
L’agenzia ha spiegato con questa nota la decisione presa: “le nascenti tensioni tra la regione e il Governo centrale e il potenziale impatto negativo di queste tensioni sulla capacità della Catalogna di garantirsi finanziamenti esterni. La nostra opinione – ha aggiunto Standard and Poor’s – è che la Catalunya continua mostrando un debole profilo di credito individuale, con una deteriorata posizione di liquidità e una eccessiva dipendenza all’appoggio del Governo Centrale“.
Le argomentazioni di Standard and Poor’s hanno però provocato la risposta irata del Departamento de Economía. Il suo massimo responsabile, ovvero il Consigliere Andreu Mas-Colell, ha trasmesso infatti all’agenzia le sue perplessità sui criteri utilizzati che ha definito “squisitamente politici, scorretti e soprattutto poco rispettosi della solidità democratica della Spagna“. Attraverso un comunicato ufficiale il dipartimento ha assicurato che, tenendo in conto il giudizio di Standard and Poor’s, “qualunque amministrazione di uno Stato federale può essere declassata se il suo Governo mantiene un disaccordo politico con il Governo centrale“.
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