
Gli Agricantus sono gli ospiti speciali del Festival Zibaldone Radio Experience, che si terrà venerdì 18 maggio a Barcellona, al teatro Gespa.
In collaborazione con l’associazione AltraItalia, il programma in italiano di Radio Contrabanda ha messo insieme un interessante parterre di esponenti di radio libere italiane e catalane che, a partire dalle 18:30 dibatteranno sul tema.
Tra queste: Radio Contrabanda (Barcellona), la mitica Radio Popolare (Milano), Radio Onda Rossa (Roma), Radio Città Fujiko (Bologna), Radio Bronka (Barcellona).
E dopo il dibattito il concerto (a partire dalle 20:00) con molti degli artisti passati davanti ai microfoni di Zibaldone e gli Agricantus in veste speciale.
Oltre a quest’apparizione barcellonese, il gruppo ha in programma un nuovo disco e una tournée che li porterà, oltreché in giro per l’Italia, in Argentina, in Indonesia e Thailandia. Collaborano poi sempre con Amnesty International, tra i cui progetti più famosi tutti gli aficionados ricorderanno il bellissimo singolo Jamila.
Abbiamo incontrato Tonj Acquaviva, storico bandleader di Agricantus, e Rosie Wiederkehr, presenza costante dagli inizi degli anni ’90, compositrice e dotata di una voce inconfondibile. I due artisti vivono entrambi da un paio d’anni a Barcellona e noi li abbiamo intervistati.
Spaghetti BCN. Rosie e Tonj parlateci del concerto di venerdì prossimo che cosa avete in programma?
Rosie Wiederkehr/Tonj Acquaviva. Siamo ospiti assieme ad altri artisti, quindi il nostro tempo è limitato ma potremmo proporre al pubblico almeno due canzoni da Ethnosphere (2000), l’album dedicato al Tibet che contiene anche Mantra, poi faremo certamente Istanbul (dalla colonna sonora del film Hamam), Cibele … e varie improvvisazioni.
SB. State preparando il prossimo disco. Ci potete anticipare a quali sonorità vi siete ispirati questa volta?
R.W. È un disco che ha come filo conduttore il Mediterraneo. Racconteremo storie, vicende, favole. Faremo i nostri quadri, allacciandoci all’attualità, ma non vogliamo dire molto, preferiamo lasciare un po’ di sorpresa …
T.A. Il filo rosso legato al Mediterraneo è importante. Accanto a noi, infatti, vi sarà un cantante sufi tunisino (uno dei più bravi) e una bravissima cantante Maori.
S.B. Facciamo un passo indietro. Quali sono state le tappe “fondatrici” del gruppo?
T.A. Sono molti i punti cruciali della nostra lunga carriera. Uno dei primi esperimenti è sfociato nell’album Gnanzù (1993). Questo aveva una commistione molto forte tra il dialetto siciliano e gli strumenti elettronici. Le commistioni di elettronica e musica popolare hanno caratterizzato sin dagli inizi la nostra musica. In principio eravamo molto attirati dalla musica popolare andina. Già a 17 anni mi chiedevo – ma perché tutta questa musica rock, ma la nostra musica dov’è finita e soprattutto le percussioni che ci hanno portato gli arabi che fine hanno fatto? – Da queste facili domande mi sono interessato al movimento che stava percorrendo tutto il Sud America, prima con la musica che veniva dal Brasile, poi quella dei gruppi famosi, come gli Inti-Illimani … Da lì siamo partiti per un percorso tutto nostro, grazie anche a incontri fortunati. Tra questi, sono stati fondamentali quelli con il poeta siciliano Ignazio Buttita, la cantante folk Rosa Ballistreri, il cantastorie Ciccio Busacca …
R. W. Io sono entrata dopo l’incursione andina. Ho conosciuto la Sicilia e me ne sono innamorata. Arrivavo dalla svizzera e la Sicilia era per me tanto “araba”, soprattutto la parte di Palermo, Trapani … L’album importante per la nostra carriera assieme è senz’altro Tuareg (1996): è la nostra incursione nel mondo dei Tuareg e delle sonorità che sorgevano dalle profondità del deserto.
S.B. Come definireste la vostra musica?
T. A. È sempre difficile dare delle definizioni … noi siamo nati in un momento in cui c’era una forte tendenza alla sperimentazione, a livello mondiale. C’erano gruppi che all’inizio facevano cose interessanti, dai Deep Forest, ai Loop Guru, allo stesso Peter Gabriel … Direi che il genere World Music, inteso come suoni del mondo, frammisto all’elettronica, ci può stare bene. Sia musicalmente che sul piano personale il nostro punto di partenza è stata la Sicilia, poi abbiamo fatto viaggi e tournée a livello mondiale, ci siamo confrontati con artisti del posto e abbiamo appreso della sonorità diverse. Io con i miei campionatori ho sempre raccolto una banca di suoni da tutte le parti del mondo, alcuni di questi, purtroppo, stanno scomparendo, come le chitarre Tuareg o certi strumenti dell’Amazzonia.
S.B. Anche il rapporto con il cinema è importante nel vostro percorso artistico?
T.A. Abbiamo sempre frequentato il cinema perché essendo la nostra una musica che va per immagini, ci siamo trovati sempre bene. A Rosie toccano sempre i momenti cruciali. Il regista sente la sua voce e le affida i momenti più “forti”. Abbiamo collaborato con importanti registi, Ferzan Ozepetek, Marco Bellocchio, Pasquale Scimena, Placido Rizzotto … In questo momento stiamo lavorando per Federico Cataldi per “l’Arte racconta”, una serie di documentari che andranno in onda su Rai 1. Sono documentari molto belli perché parlano della storia dell’Italia (dall’Unità ai giorni nostri) vista attraverso gli occhi degli artisti.
S.B. Sul piano umano il gruppo negli anni è cambiato. Chi sono oggi gli Agricantus?
R.W. Il gruppo esiste da più di venti anni, quasi trenta, se pensiamo agli esordi siciliani. E, come per tutti i gruppi con alle spalle una lunga carriera, le persone vanno e vengono. Io sono entrata negli anni ’90 e sono rimasta, nel 2000 è subentrato Lute Berg (italo-svedese) ed oggi è di nuovo con noi. La nostra formazione rispecchia un poco il tipo di musica che facciamo: eterogenea, del mondo … oltre a me, che sono svizzera, c’è Tonj che rappresenta la Sicilia, Mauro Segura, il suonatore di corde etniche che sta in Sardegna, Guillermo Mokotoff, argentino, che suona il basso e vive anche lui a Barcellona.
S.B. quando esce il nuovo disco?
T.A. Sarà in vendita a partire dal prossimo autunno.
Audio dell’intervista
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Foto
Foto di Fabio Pitrola
Il sito: www.agricantus.info
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Youtube: www.youtube.com
Zibaldone Radio Experience Festival – Clash the Radio!
18 Maggio 2012
ore 18:30 tavola rotonda (“Clash the radio!”)
ore 20:00 concerto con special guest Agricantus
Teatre Gespa del Centre Sant Pere Apòstol – C. Sant Pere Més Alt 25, metro Urquinaona
I biglietti, dal prezzo di 5 euro, saranno acquistabili la sera stessa al Centre Sant Pere.
Per maggiori informazioni: Evento Facebook | Blog Zibaldone | Radio Contrabanda | Associazione Altraitalia
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