
Esquerra Republicana de Catalunya nasce nel marzo del 1931. Oltre a diversi gruppi e movimenti locali, ERC raccoglie il Partit Republicà Català di Lluís Companys, il gruppo L’Opinió e l’Estat Català di Francesc Macià, che ne risulta eletto presidente per acclamazione.
Esquerra sarà il partito egemonico del sistema politico catalano durante tutti gli anni 30. Alla fine della guerra civile la metà circa dei suoi 70.000 iscritti partirà per l’esilio e almeno 15.000 finiranno imprigionati o uccisi.
Nonostante durante il lungo esilio mantenga la presidenza della Generalitat – prima con Josep Irla e poi con Josep Tarradellas – il partito vive una grande crisi.
Il rinnovamento arriva soltanto negli anni 90, portato da nuovi dirigenti come Àngel Colom e Josep-Lluís Carod-Rovira che lo connotano come il partito indipendentista per antonomasia. A metà degli anni Novanta il partito rivendica quote di autogoverno sempre maggiori, sollecitando anche la riforma dello Statuto d’Autonomia.
Con l’opposizione netta al patto fra Convergència i Unió (CIU) di Jordi Pujol e il Partido Popular di Josè María Aznar, nel 2003 arriva Il boom elettorale.
L’entrata al governo della Generalitat de Catalunya a fianco di PSC e ICV-EUiA mette a dura prova la coesione del gruppo dirigente e ne evidenzia tutti i limiti come si dimostra non solo nell’azione di governo, ma anche nel caso del lungo contenzioso legato all’approvazione dello Statuto del 2006. In seguito a queste vicende comincia un vertiginoso calo di consensi, fino alle elezioni autonomiche del novembre 2010 con il ritorno al potere della coalizione Convergència i Unió Democràtica de Catalunya (CIU) e l’elezione di Artur Mas Presidente della Generalitat.
Il video dell’intervista a Paola Lo Cascio dell’Università di Barcellona – registrato nell’agosto del 2011, quindi poco prima del congresso di ERC – non può raccontare la fase successiva che vede il partito dividersi profondamente e l’uscita di scena di tutti i suoi dirigenti più importanti. Negli ultimi mesi, dopo un faticoso lavoro di ricucitura e di consolidamento, ERC sembra essere riuscita a voltare pagina.
Alle elezioni generali del novembre 2011 ottiene risultati relativamente soddisfacenti mentre entrano nel direttivo nazionale molte facce nuove, tra cui anche due professori universitari: Alfred Bosch, docente di storia, scrittore e leader dei referendum autogestiti sull’indipendenza della Catalogna – che hanno portato 1.500.000 di cittadini a votare simulando una consultazione – è ora presidente del gruppo al Congreso de los Diputados di Madrid e Oriol Junqueras, docente di storia economica e sindaco di una cittadina dell’area metropolitana di Barcellona, è Presidente del partito.
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