
La sconfitta contro il Real Madrid non è stata ancora smaltita. Per il Barça, però, non è tempo di leccarsi troppo le ferite perché al Camp Nou arriva il Chelsea. C’è da rimontare l’1-0 di Stamford Bridge e qualificarsi per la terza finale di Champions degli ultimi quattro anni.
Non possono mancare, quindi, le motivazioni per una squadra che ha già vinto tutto, ma che, Liga a parte, può ancora trionfare in Europa e in Coppa del Re. Inoltre, gli uomini di Pep Guardiola sperano di potersi ritrovare a Monaco di Baviera con gli ‘odiati’ rivali del Real, che si giocheranno le proprie chance domani, mercoledì, al Bernabeu contro il Bayern.
Difesa a oltranza. È più che una probabilità il fatto che il Chelsea ripeta a Barcellona la partita di Londra. Lascerà l’iniziativa al Barça e cercherà di approfittare del minimo errore degli azulgrana. All’andata andò bene alla squadra allenata da Di Matteo che in conferenza stampa si è dimostrato fiducioso: “Se segniamo un gol possiamo farcela”.
Sognando el doblete. Nell’altra semifinale il Real Madrid dovrà recuperare il 2-1 dell’andata all’Allianza Arena. Il Bayern Monaco, come il Chelsea, arriva in Spagna con due risultati utili su tre. Starà quindi alla squadra di Mourinho il compito di creare le condizioni per ribaltare il risultato e sperare ancora nel doblete. Allo stesso tempo le merengue dovranno stare attenti al contropiede dei tedeschi che, con Robben-Ribery e Gomez, può fare molto male.
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e’ il caso di dire che se il Barça piange, il Real non ride..visti i risultati delle due serate di Champions che hanno ribaltato le previsioni di una finale tutta blaugrana-merengues…
ancora una volta la imprevedibilita’ che il gioco del calcio ama dipingere sul verde degli stadi l’ha fatta da padrone.
non sono bastate la tecnica ed il possesso di palla, le continue occasioni di segnare, la bravura dei giocatori..sono pero’ bastati gli errori individuali, la mancanza di freddezza all’ultimo rigore…
Germania ed Inghilterra sono paesi freddi, e stavolta il calore mediterraneo ha dovuto lasciare loro, calcisticamente, il passo…
anche un po’ di umiltá non farebbe male a volte, secondo me