La Cattedrale di Santa Eulalia

La Cattedrale

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Sede dell’Arcivescovato di Barcellona, la Cattedrale di Santa Eulalia si apre alla vista con la sua ricca facciata in stile neogotico a movimentare lo stile più sobrio degli edifici che popolano il Barrio Gotico della città.

A stupire maggiormente lo spettatore nell’osservare questa imponente cattedrale è la straordinaria varietà di stili e dettagli architettonici, artistici e decorativi, questo perché l’edificio ha subito ben 1500 anni di maestranze, progettazioni e rimaneggiamenti, intrapresi nel XIII secolo e conclusi solo nel finire del 1800.

La storia

Nel 1289, sotto il regno di Giacomo II D’Aragona detto Il Giusto, si decise di intraprendere i lavori di costruzione della Cattedrale di Santa Eulalia nel luogo in cui sorgeva un’antica basilica paleocristiana, probabilmente del IV secolo, dedicata al culto di San Severo.

Il vescovo che patrocinò i lavori era Bernat Pelegrì e ad occuparsi della prima fase di edificazione fu l’architetto maiorchino Jaume Fabre. Si tracciò così la pianta di quello che sarebbe diventato l’edificio di culto più importante della città, una pianta composta da tre navate suddivise ognuna da quattro intercolumni e un’abside con deambulatorio semicircolare dietro l’altare maggiore. Sempre in questa fase venne progettata la splendida cripta, testimonianza della straordinaria capacità progettuale ed edificatrice degli architetti e delle maestranze catalane nell’epoca gotica che, preferendo lo spazio ampio alla verticalità, riuscivano a creare, con l’utilizzo della pietra, un sistema di volte dalla straordinaria forza contenitiva, ribassando massicce arcate per sostenere il peso del piano superiore.
Jaume Fabre concluse l’abside, il deambulatorio, la cripta e probabilmente anche il transetto con le sue due torri ottagonali.

Al maiorchino succedette nella direzione dei lavori l’architetto Bernat Roca, che tra il 1358 e il 1388 sollevò la navata principale ed edificò tre dei quattro intercolumni, iniziando anche i lavori di costruzione del bellissimo chiostro.

L’architetto Arnau Bargués costruì, tra il 1397 e il 1405 la Sala del Capitolo che attualmente ospita la cappella del Cristo di Lepanto, una splendida sala dalla volta a stella che si innalza per 20 metri.

Sotto la direzione di Bartomeu Gual si conclusero i lavori di edificazione del chiostro, il quarto intercolumnio e le navate laterali, tra l 1413 e il 1441. Per mancanza di fondi non venne però conclusa la facciata della cattedrale né tantomeno la torre centrale che doveva congiungere la volta del primo intercolumnio della navata principale.

Per vedere conclusi i lavori della cattedrale si dovette attendere fino alla fine dell’800, quando, in vista dell’Esposizione Universale di Barcellona, venne aperto un concorso per la creazione della facciata con la regola che si dovesse seguire lo stile gotico. A vincere il concorso fu l’architetto Josep Oriol Maestres, nel 1882, con un progetto che traeva spunto dai disegni realizzati a Ruen dall’architetto francese Charles Galtés, nel 1408. La torre principale (cimbori) venne invece conclusa nel 1913 dall’architetto August Font i Carreras.

L’edificio

Con una storia tanto movimentata la cattedrale di Barcellona rappresenta un congiunto di elementi architettonici spesso dissimili tra loro, anche se uniti dall’originale ispirazione gotica.

La facciata del 1800 rappresenta uno straordinario tributo allo stile gotico, è mossa da elementi che si uniscono a sottolineare un concetto di spazio tutto propenso alla verticalità, sicuramente più ispirata ad uno stile gotico francese che al più sobrio stile gotico catalano, tanto da rompere l’armonia con il complesso di edifici medievali che circondano la cattedrale, fulcro del barrio gotico. Una grande profusione di angeli e santi decorano la facciata che si stringe tra due alte torri, la torre centrale si eleva per ben 70 metri.

La cattedrale ha cinque portali di ingresso, quello principale è stato costruito in stile neogotico, mentre nel passato veniva utilizzato come portale principale quello di Sant’Ivo, il più antico di tutti. Lo splendido portale gotico di Sant’Ivo è stato costruito alla fine del 1200 con marmo e pietra di Montjuic. Gli antichi bassorilievi che si possono ammirare nei due lati del portale, per alcuni studiosi residui decorativi dell’antica chiesa romanica, rappresentano una scena una molto interessante che narra della leggendaria lotta di Guifre el Pelós che uccide il drago con un ramo di quercia. Guifré el Pilós fu conte di Barcellona tra l’840 e l’847, nonché fautore della fase di autonomia del contado barcellonese dai re carolingi, fu lui infatti ad istituire il principio di trasmissione ereditaria di padre in figlio dei contadi catalani. Figura tra lo storico e il leggendario, viene rappresento in questa versione iconografica come una sorta di Sant Jordi, nella lunga barba si notano gli attributi che ne caratterizzavano il nome, Goffredo il Peloso.

All’interno le tre navate hanno la stessa altezza, l’ampiezza della navata principale è doppia rispetto a quella delle navate laterali. L’altare maggiore di marmo bianco si innalza per tre metri, le sue snelle colonne sono rette dai capitelli originali della chiesa visigota edificata sulla basilica paleoctristiana.

Le molteplici cappelle interne custodiscono una straordinaria profusione di arte gotica catalana, magnifici retabli vi trovano spazio a rappresentare le abilità pittoriche di tantissimi maestri che tra il ’300 e il ’400 decoravano gli altari e le cappelle delle chiese del regno catalano aragonese dentro e fuori i confini iberici. Dopo il MNAC (Museo Nazionale d’Arte della Catalogna), la Cattedrale costituisce il più ricco contenitore della caratteristica pittura retablistica gotica catalana.

La Cappella del Cristo di Lepanto, inserita nell’antica Sala Capitolare, ospita il leggendario crocifisso di Lepanto, una scultura in legno risalente al 1300 dalla caratteristica sinuosa curvatura. Si narra che questo crocifisso venne collocato da Giovanni D’Austria sotto le sue insegne nella battaglia di Lepanto. La leggenda narra che per evitare il colpo di un cannone degli infedeli turchi il crocifisso si piegò fino a formare una S. In realtà la scultura era stata creata così, la S seguiva la forma naturale del tronco di legno da cui nasceva.

Il chiostro gotico della cattedrale è uno splendido spazio architettonico concepito per la riflessione, nella sua grande fonte vivono placidamente 13 grandi oche bianche. Le oche richiamano alla vita della santa martire protettrice della città alla quale è dedicata la cattedrale, Santa Eulalia, si dice infatti che avesse 13 anni quando venne martirizzata durante la persecuzione di Diocleziano e che venisse dalla campagna che circondava Barcellona (l’attuale quartiere di Sarrià), dove pascolava le oche. Questo spazio è stato, nel corso dei secoli, molto legato alla vita dei cittadini e si animava soprattutto nel giorno del Corpus Christi, quando le confraternite legate ai gremi della città vi organizzavano delle rappresentazioni allegoriche seguite da un’imponente processione. Residuo di questo costume è la collocazione di un uovo nella fonte durante la celebrazione del Corpus Christi, tradizione tuttora in auge chiamata l’ou com balla, che consta nel collocare il guscio intero di un uovo in una fontana per poi vederlo danzare spinto dallo sgorgare dell’acqua.

Informazioni utili

Indirizzo: Pla de la Seu, 3

Ingresso

La visita alla sola chiesa non comporta nessun biglietto d’entrata, mentre per visitare l’intero congiunto, compreso il chiostro, il coro, i sotterranei e il museo, occorre pagare un biglietto di 6 euro.

Orari della visita alla chiesa

Dal Lunedì al Venerdì dalle 08:00 alle 12:45 e dalle 17:15 alle 19:30
Sabato e la vigilia delle feste dalle 08:00 alle 12:45 e dalle 17:15 alle 20:00
Domenica e festivi dalle 08:00 alle 13:45 e dalle 17:15 alle 20:00

Orari della visita turistica al congiunto

Dal lunedì al sabato dalle 13:00 alle 17:00
Domenica e festivi (escluso il 25 dicembre) dalle 14:00 alle 17:00

Fonte foto flickr

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3 Commenti


  1. 1 luciano

    si, stupenda e mistica.
    non vedo l’ora che finiscano i lavori per ammirarla tutta nel suo complesso.
    sulla destra del frontale, all’estremo della costruzione che era parte delle difese costruite dai Romani,vi e’ un arco semi diroccato; ho scoperto che e’ quanto rimane di un acquedotto sopraelevato, che portava l’acqua al “castrum” costruito da qualche legione per la colonia Iulia Augusta Faventia Paterna Barcino, nn distante dal Mons Taber, il centro Romano fortificato ove oggi sta la Generalitat de Catalunya.

  2. 2 Fabio Pitrola

    Hola Luciano,
    la facciata è stata liberata da pochi giorni, adesso è possibile ammirarla in tutto il suo splendore.

  3. 3 luciano

    Hola Fabio,
    muchas gracias
    entonces espero solo verla

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