
La Fondazione Antoni Tàpies è un museo, uno spazio espositivo ed un centro culturale fondato nel 1984 dall’artista catalano Antoni Tàpies, purtroppo recentemente scomparso, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e lo studio dell’arte moderna e contemporanea.
Inaugurata nel 1990, la fondazione occupa un importante edificio modernista costruito tra il 1881 e il 1885 dall’architetto Lluís Domènech i Montaner e racchiude la più completa collezione di opere di Tàpies.
Questo interessante museo barcellonese si offre come centro di speculazione interdisciplinare per comprendere le tendenze artistiche contemporanee attraverso un ricco e dinamico calendario di esposizioni temporanee, simposi e conferenze. Inoltre comprende una fornita biblioteca dedicata all’arte moderna e contemporanea.
L’Edificio
La sede della Fundació Antoni Tápies è stata dichiarata nel 1997 monumento storico, il suo interesse sta sia nell’origine dell’edificio, progettato da uno dei più noti architetti modernista catalani, che nei successivi interventi architettonici e più strettamente artistici realizzati e voluti dallo stesso Tàpies.
Lluís Domènech i Montaner progettò l’edificio nel 1879 come sede della Casa Editrice Montaner i Simon. Fu il primo edificio dell’Eixample ad integrare elementi propri dell’architettura industriale, quali il mattone a vista ed il ferro, all’interno del tessuto urbano. Per queste ragioni rappresentò un esempio per l’architettura modernista che tanto ha qualificato e caratterizzato l’evoluzione urbana barcellonese.
Una delle peculiarità dell’edificio sta nella sua razionalità geometrica, nella facciata il ferro si alterna ai mattoni utilizzati come elemento di decoro con motivi arabeggianti; l’edificio è stretto tra due alte pareti di edifici contigui, con un risultato che ne accentua l’orizzontalità a scapito della verticalità.
Questo aspetto è stato oggetto di studio da parte di Antoni Tàpies che per elevare la facciata della sua fondazione ha creato nel 1990 la scultura intitolata Nuvola e sedia, ormai simbolo dell’edificio, che ne corona l’ingresso alla stregua di un timpano dalle moderne fattezze. Questa emblematica scultura di ferro rappresenta una sedia che si eleva su una grande nuvola, la sedia è uno degli elementi iconografici che caratterizzano l’opera di Tàpies, allude alla contemplazione estetica e ad un atteggiamento meditativo.
Tra il 2008 e il 2010 la sede della fondazione fu oggetto di un riadattamento architettonico che ne ha permesso una maggiore accessibilità, in base alle più moderne norme, e ha rivelato e recuperato gli originali caratteri industriali.
In questa occasione venne inserita nella terrazza dell’edificio l’opera di Tàpies Mitjó, una grande calza dall’aspetto usurato alta 2,75 metri. Quest’opera nasce da un progetto del 1991 ben più ambizioso, la creazione, di una scultura (una calza) grande 18 metri da inserire nella Sala Ovale del Museu Nacional D’Arte de Catalunya (MNAC). I cittadini e non poche personalità barcellonesi esternarono una tale quantità di critiche che l’opera non venne mai realizzata. L’oggetto delle critiche era sostanzialmente il fatto che non si concepisse una calza usurata come forma d’arte. Dopo quasi 20 anni Tàpies adattò il progetto alla terrazza della Fundació, le misure vennero notevolmente ridimensionate ma rimane la consolazione che la calza di Tàpies sia diventata una realtà e a nessuno verrà in mente di farla sgomberare dalla fondazione che porta il nome del suo creatore.
In realtà la grande calza usurata di Tàpies non rappresenta realisticamente un mero e antiestetico oggetto della quotidianità, assume invece un forte contenuto simbolico, si eleva a rappresentare la poesia e anche l’importanza della semplicità. Lo stesso artista spiegava: « con questa umile calza voglio rappresentare l’importanza nell’ordine cosmico delle cose piccole ».
La collezione e l’opera di Antoni Tàpies
La collezione permanente della fondazione racchiude oltre 300 opere di Antoni Tàpies in un interessante ed eterogeneo percorso che contempla ognuna delle differenti fasi artistiche del pittore e scultore catalano.
Antoni Tàpies è considerato uno dei massimi rappresentanti dell’informalismo internazionale, le sue opere sono esposte nei maggiori musei del mondo a testimonianza di un importante percorso artistico. L’informalismo nacque in Europa in seguito alla Seconda Guerra Mondiale fortemente influenzato dalla filosofia esistenzialista.
Tàpies era un autodidatta, si dice che iniziò a creare negli ’40 in seguito ad una grave malattia. A caratterizzare la sua opera è sicuramente un elemento altamente contemplativo, uno spiritualismo incentrato sull’aspetto meditativo ed individuale, più vicino al buddismo che alle religioni occidentali.
Quello di Tàpies è un informalismo materico, l’artista creava i suoi quadri utilizzando materiali di recupero e di riciclo, legno, polveri di marmo, tessuti, corde. Per questo motivo Antoni Tàpies è considerato il precursore dell’Arte Povera, ma non si devono confondere il concetto del riciclo e dell’utilizzo dei materiali “umili” che caratterizza questo movimento artistico contemporaneo con la forte esigenza di creare simboli che muoveva l’artista catalano.
Perché Tàpies ha sempre espresso una forte simbologia, nelle sue opere si ripetono elementi iconografici quali croci, linee, figure geometriche e lettere, a rappresentare un’esigenza di espressione simbolica, un personalissimo alfabeto delle emozioni che, una volta rivelato, avvicina lo spettatore all’esigenza creativa che muove l’artista. Questi segni assumono un significato allegorico del tutto intimista, giungendo a rivelare le riflessioni di Antoni Tàpies su temi esistenziali quali la vita, la sessualità, gli affetti, la malattia, la solitudine o la morte. Tra le lettere si ripetono con una certa continuità la A e la T, le sue iniziali ma anche le iniziali del suo nome giunte a quelle di Teresa, sua moglie, la X come simbolo del mistero, la M e la S che per lui rappresentavano il concetto combinato della Morte Sicura, simbolo nato dall’osservazione delle linee delle mani e delle particolari rughe dei piedi.
Anche il colore racchiude nelle opere di Tàpies una forte simbologia, l’artista ha concentrato la sua gamma cromatica nelle tonalità del grigio, del marrone, dell’ocra e del beige. I suoi sono colori privi di colore, sono cromatismi freddi, terrosi, ferrosi, privi di qualsiasi ammiccamento. Il grigio era per Tàpies il colore dell’intimità, l’ombra e la penombra che albergano dentro ognuno di noi contrapposto allo squillante mondo cromatico della pubblicità che pretende di forzare la soggettività dell’uomo contemporaneo. Il marrone era per Tàpies un colore dalla forte simbologia filosofica, legato ai precetti del francescanismo, marrone è il saio dei frati francescani.
Questo universo simbolico veniva utilizzato da Tàpies come elemento di riflessione, l’artista diceva: “Penso che un’opera d’arte debba lasciare perplesso lo spettatore, farlo meditare sul senso della vita”.
Informazioni utili
Indirizzo
C. Aragó 255
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Orari
Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
È chiuso il lunedì, il 25 dicembre, l’1 e il 6 gennaio.
La biblioteca è aperta dal martedì al venerdì dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19.
Prezzi dei biglietti d’ingresso
Ingresso generale: 7,00 €
Ingresso ridotto: 5,60 €
Prezzi speciali per gruppi di oltre 15 persone previo appuntamento.
Sito web
Fonte foto flickr
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quante volte, passando per la parte sud di Aragò, gli occhi si sono levati increduli ad osservare la massa metallica che sovrasta e quasi alleggerisce il palazzo sottostante…
le costruzioni di Gaudì , richiamo costante per il turista, portano a rimandare la visita al museo Tàpies, come se lo stupore per quell’arruffo tondeggiante di sfridi metallici caduti da chissaddove, causasse un momentaneo blocco per eccesso di singolarita’..
..attraversare tutta la stanza e comprendere come la nudità del corpo di una sedia al suo centro ,sia mezzo di massima osservazione e distacco possibile dai muri che ci contengono, spogli loro delle liberta’ che ci teniamo dentro…
ci andro’ la primera vez que vuelvo a BCN