CINC: Harry Potter e Doraemon parlano “català”

CINC

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Non sapete cos’è il CINC?

Questa parola ha due significati: in catalano vuol dire “cinque”, ma è anche l’acronimo di Cicle de Cinema Infantil en Català, promosso dal dipartimento di Cultura della Generalitat de Catalunya, in collaborazione con il Consorci per a la Normalització Lingüística e molte associazioni locali. Dalla sua prima edizione, nel 2001 a Lleida, ha portato al cinema 296.000 giovani spettatori.

Si tratta di ben 27 città e paesi della Catalogna dove si potranno vedere Els barrufets, Kerity i la casa dels contes, Arthur i la guerra dels mons, Harry Potter i les relíquies de la mort e Doraemon i les mil i una aventures.
Incredibile ma vero, dev’essere l’ente pubblico ad aiutare l’offerta in modo da aumentare l’abitudine di consumare prodotti cinematografici in catalano, la lingua del paese.

Come tutti sanno i doppiaggi di tutti i film stranieri si fanno in lingua spagnola, e per chi vuol portare i figli al cinema e far loro sentire i Puffi o Harry Potter parlare come i nonni, l’avventura si presenta complicata.

Stavolta quindi meglio non perdere l’occasione, per due mesi – dal 15 ottobre fino a dicembre – si potranno vedere un sacco di bei film, nuovi “di trinca” come si dice in catalano e non solo!

Programma da scaricare | Programma per le altre 26 città

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19 Commenti


  1. 1 Gianlu

    Visti i notevoli tagli alla sanità e all’istruzione e visto che i doppiaggi in Spagnolo non li paga il cittadino (al contrario di quello in Catalano) mi piacerebbe sapere quanti soldi sono stati levati alla sanità (o all’istruzione) per darli al doppiaggio in Catalano. Io preferirei avere un CAP in più aperto la notte e un film in meno in catalano. Il tutto sempre e solo basato sul fatto che il doppiaggio lo finanziamo noi.

  2. 2 Rigor Mortis

    Pel que sembla al comentari anterior, a Italia (o Franca, o Espanya) les series infantils son en versio original subtitulada, per a no gastar diners de la sanitat.

  3. 3 Carmesina

    Viva il populismo e la demagogia, Gianlu: mettere in una’unica pentola i tagli alla sanità, all’istruzione con questo, è un po’ troppo.

    Credi che il cinema e il doppiaggio spagnolo non siano in buona parte sovvenzionati?
    E le montagne di soldi che vanno all’Istituto Cervantes, chi credi che le paghi?

    Perchè non ti chiedi anche quanto spende la “progressista di sinistra” Carmen Chacon per armamenti e per continuare in Afganistan? Questi sì potrebbero essere fondi destinati giustamente alla sanità e all’istruzione.

    Noi, i catalani democratici, abbiamo lottato e resistito per riavere e non perdere la nostra lingua e la nostra cultura e adesso viene un pinco pallino qualunque a sentenziare sulle nostre priorità politiche.

    Le tasse le puoi pagare anche in Italia, se vuoi. E se non ti va bene questo paese, la porta sai dov’è.

  4. 4 Fabrizio

    mi trovo d accordo con Gianlu!
    Poi, non per screditare l’ottimo lavoro che fate, ma onestamente, a noi italiani, che i catalani possono portare i figli a vedere i film in catalano (anche a spese nostre ovviamente) che cosa importa?!

  5. 5 Fabrizio

    Carmesina, personalmente vivo da poco a Barcelona e onestamente mi risulta semi impossibile apprendere lo spagnolo, perché il catalano mi viene quasi imposto, tra scritte ovunque solo nella vostra lingua e persone che spesso e volentieri ti rispondono in catalano! Peccato che quando leggo le offerte di lavoro vedo che le lingue da conoscere sono: spagnolo ed inglese!
    Non voglio criticare il fatto che ci tenete a preservare la vostra cultura etc etc però è giusto ricordare che siamo sempre in Spagna e non solo in Catalogna! Sarebbe poi, molto più Intelligente, mettere le scritte sia in castellano che catalano, dando così la possibilità a chiunque di leggere e volendo anche di tradurre.

  6. 6 Alessandro

    I catalani democratici? chi sono? quelli che l’11 settembre bruciano le bandiere di due paesi della comunità europea di cui pretendono formar parte?? … a ver es que no me aclaro… explicame esto

  7. 7 Marco Giralucci

    Avevo scritto un articoletto sui prossimi film per bambini e me n’ero andato a Granollers, per partecipare alla festa dei lettori di “Cavall Fort”, un giornaletto catalano per bambini e ragazzi con cinquant’anni di storia.
    Non avrei mai immaginato che la semplice segnalazione di filmetti di Harry Potter, Doraemon e le Winx doppiati in catalano scatenasse commenti di questo tipo.

  8. 8 Marco Giralucci

    Fabrizio, puoi essere più preciso quando dici “mi risulta semi-impossibile imparare lo spagnolo”? Ti chiedo di specificare come e quando ci hai provato senza risultato.
    Affermi anche che ci sono “persone che spesso e volentieri ti rispondono in catalano”.
    Mi piacerebbe sapere, se possibile, in quale zona di Barcellona vivi, dato che l’opinione comune è che la capitale sia il posto dove il catalano si sente parlare meno.
    Sul fatto che per lavorare sia richiesta la conoscenza dello spagnolo mi sembra normale, l’inglese mi sembra utile. Quello che ancora non sai è che per lavorare nella pubblica amministrazione, o in aziende private in cui si ha rapporto diretto con il pubblico è obbligatorio certificare la propria conoscenza del catalano.

  9. 9 Fabrizio

    Marco non so da quanto tempo abiti a Barcelona ma non so se hai notato, ad esempio quando vai a fare la spesa, che è difficile leggere qualcosa in castellano!
    Sono qui da 3 settimane, precisamente in Gracia, e se non fosse per il fatto che sto studiando e che parlo con una ragazza spagnola, ti assicuro che a quest’ora non avrei imparato quel poco che so!
    Accendo la tv o la radio e sento quasi solo catalano, vado per strada e le scritte sono tutte in catalano, entro in un negozio (el corte ingles ad esempio) ed è tutto in catalano, faccio la tessera della biblioteca ed è tutto in catalano (non i libri ovviamente), vuoi aprire un conto in banca (la caixa ad esempio) ed è tutto in catalano, corsi gratuiti SOLO in catalano, all’uni i professori parlano catalano, molte persone per strada parlano catalano, entri nei negozi e i commessi ti parlano in catalano (ed alcuni, nonostante tu cerchi di parlicchiare un po’ di castellano, continuano a parlarti in catalano)…e tanti tanti tanti altri esempi potrei farti!
    Sicuramente sarà obbligatorio (anche se non capisco il perchè visto che siamo in Spagna…) certificare il proprio catalano, ma, per quel che voglio fare io (lavorare in una multinazionale), il catalano non serve assolutamente a nulla!

  10. 10 germenato

    Non entro nel merito della discussione, dico solo che la risposta: “e se non ti va bene questo paese, la porta sai dov’è” è quanto in Italia potrebbe dire Calderoli o La Russa; di pessimo gusto pensare che il diritto a non essere d’ accordo, oltretutto in un paese che fa parte dell’ unione europea e che finanzia molti progetti con fondi europei, derivi solo dallo ius loci.

  11. 11 Gianlu

    Scusate, non volevo creare un flame, meno che mai volevo andare contro il Catalano, né contro i film in Catalano. Volevo solo dire che a mio avviso, adesso non è il momento di finanziare il doppiaggio.

    @Rigor Mortis: A Italia, França, Espanya etc, el doblatge de les pel·lícules, siguin pels adults o pels nens, no el paga l’estat, y no les finança. El mercat és el que decideix. A mi em sembla molt bé que facin les pel·licules en Català, el que no em sembla bé es que el cost del doblatge l’ha de pagar la comunitat. Perqué qualsevol cosa, qualsevol comentari s’ha da portar sempra al victimisme? Jo vaig parlar només d’una qüestió economica i, come sempre, ha surtit fora el victimisme.

  12. 12 Gianlu

    @Carmesina: complimenti…se le tue parole sono “democratiche” credo tu abbia qualche problema con l’idea stessa di democrazia. È parte del processo democratico accettare le visioni altrui e rispondere con cortesia supportando le proprie idee.

  13. 13 Rigor mortis

    Saps què passa, Marco?, que el nacionalisme espanyol està desfermat davant les properes el·leccions del 20 de novembre. Veu la possibilitat de plantejar d’un cop per totes la fi de les “irregularitats”, la culminació de 300 anys d’extermini cultural. N’hi haurà prou amb unes poques lleis per a que passi com al País Valencià, on fa 30 anys la majoria de persones eran valencianoparlant, i ara els valencianoparlants són ciutadans de segona, i en molts llocs senzillament ha desaparegut la seva cultura.

    Per això, davant la “batalla final”, tot allò que toca el nacionalisme espanyol, diaris, ràdios, etc., queda impregnat de consignes, començant per culpar a les autonomies (eufemisme per a dir Catalunya, car de seguida es puntualitza el que costa TV3 o els doblatges de pel·lícules, etc.) de la crisi del dèficit. S’amaga que les autonomies són culpables d’1/3 del dèficit espanyol, i que la part del lleó , 2/3 del dèficit, la te l’Estat, amb el Ministeri de defensa i el de Foment (el dels AVEs que no duen enlloc), al davant, amb Ministeris amb milers de funcionaris però sense competències (transferides a les autonomies), amb ens com les Diputacions que són menjadores per a gent dels partits, etc.

    Per enllaçar la crisi amb la cultura, aquest mateix nacionalisme espanyol que ha imposat la seva llengua per la força de les armes, ara propugna que per estalviar cal emprar la “lengua común” (la de l’Estat), per davant de la catalana. I per reblar el clau, també propugna el bilingüisme total a nivell de les escoles, però no a nivell dels mitjans de comunicació, els jutjats, etc., on són majoria els mitjans en castellà.

    Es la ofensiva final. El més trist de tot plegat és que davant aquesta situació, gent que ho veu des de fora com ara vosaltres, i suposadament amb més imparcialitat, es deixi arrossegar per les consignes totalitàries dels vents que venen.

  14. 14 Rigor mortis

    Gianlu, comentes el meu primer comentari dient que és victimista. ???. Dir que a Espanya, Itàlia o França els nens no veuen els dibuixos animats subtitulats és victimisme?. Es copsar una realitat i comparar-la amb una altra. O potser hi ha nens de primera categoria i nens de segona categoria, nens de raçes superiors altres d’inferiors. Es això el que vols dir?

    Cadascú te les seves idees. Jo podria dir-te que qualificar gratuitament les del altre són un menyspreu propi de qui es considera superior. No ho faré, que cadascú digui el que vulgui, però, si us plau, pensa-hi.

    Pel que fa al cost del doblatge, tres apunts.

    +Per que no et queixes que a Europa hi ha cultures de primera i altres de segona, segons si están delimitades per una ratlla en un mapa, una frontera. Quina bajanada, una ratlla en un mapa, oi?. I què important.
    +El segon apunt es recordar que hi ha una cosa que es diu Parlament de Catalunya, votat per catalano i castellanoparlants, i que escull un govern, i aquest govern decideix democràticament les seves accions. Obviar això és impropi de gent democràtica (o de paios com l’Alessandro que posen en un mateix sac uns exaltats que cremen unes banderes i tots els catalanistes del color que siguin).
    +Finalment, per què no et queixes del dèficit d’uns 28.000 milions d’euros del Ministeri de defensa, però et queixes per gastar 1 o 2 milions en doblatge. Es il·lògic que no ho facis, no et sembla?

    I, pel que fa a mi, ho deixo aquí, aquestes discussions no acaben mai en res, són diàlegs de sords.

  15. 15 Alessandro

    y los 100 millones que la generalitat se ha gastado en el aeropuerto de Lerida?? jajajajajaja

  16. 16 Marco Giralucci

    Effettivamente , caro Rigor Mortis, in questo tipo di discussioni partecipa un’alta percentuale di “sordi”, ma anche persone come Fabrizio, in buona fede.
    La direzione di SpaghettiBCN mi fa notare anche che gli interventi sugli articoli, che nella media sono da tre a cinque, rappresentano solo una minima parte di tutti quelli che “visitano” le pagine senza lasciar scritto il loro pensiero.
    Voglio dire che per un’italiano – che tradizionalmente ha una visione statale – non è semplice capire come funziona la Spagna, divisa in comunità autonome che non hanno molto a che vedere con le regioni italiane. Mentre la nostra organizzazione regionale è fondamentalmente amministrativa – eccetto le regioni a statuto speciale – in Spagna la costituzione riconosce diverse nazionalità con lingua, autonomia legislativa e qui e nei paesi baschi anche polizia proprie.

    Caro Fabrizio, il tuo caso è molto diffuso fra i giovani, non solo italiani, che arrivano qui. Dato che lavorerai in una multinazionale presto dovrai essere al corrente della legislazione che vige in questo paese, come tutti. Sono sicuro che fra qualche mese, quando comincerai anche a capire un po’ questa lingua astrusa che parlano gli autoctoni, troverai tutto molto più facile.

    Con due condizioni: lascia perdere i pregiudizi e se una cosa ti sembra strana, chiedi informazioni e non rifugiarti nei luoghi comuni :) ))

  17. 17 Alessandro

    Io sinceramente non credo che la Catalogna sia un’isola felice all’interno di un paese corrotto dove si spreca denaro pubblico così come vogliono farci credere. magari 1,5 milioni di euro per sovvenzionare il doppiaggio di film in catalano se paragonati ai soldi che il governo centrale spreca in infrastrutture possono sembrare pochi.
    Ma se li paragoni ai tagli in educazione e sanità e ci sommi le sovvenzioni a spanair, associazioni culturali xenofobe, TV3, CatalunyaRadio e altri canali monotematici di radio e televisione, ecc. risultano essere davvero un grande spreco.

  18. 18 Gianlu

    @Rigor Mortis:

    - No em queixo de forat del Ministeri de Defensa perqué jo vaig contestar a aquest post, que parlava del cartoons en català (i, come vaig dir, NO HI SÓC en contra, només enso que ara com ara els diners crec que hauríen d’anar a altres coses més important PER A MI).

    - Per això de la democracia: jo no vaig dir que la decisió s’hauria de canviar. Com totes democracies, hi són pensaments diferents, i la força de la democràcia és, justament, la posibilitat d’exitir de diferentes idees sense que ningú pugui obbligar els altre a tenir una, la teva. Doncs no entenc perqué la teva idea és democratica i la meva ho és fins que conincideix amb la teva, i si no, doncs no ets democràtic. No em passa per al cap pensare que les teves idees siguin incerrectes, nomès dic que JO OPINO que en aquest moment, en aquest cas concret no ho veig correcte gastar diners per a coses tan poc importants mentres tancan els alguns CAPs o mentre alguns nens es queden sense poder menjar a l’escola.
    No entenc el problema, és la meva idea, i no m’importa que tu la comparteixi.
    La referencia al “victimisme” neixe del fet que jo vaig comentar un cas concret, la meva idea, i tant tu com Carmesina no em veu contestar “doncs, jo sóc català i prefereixo que tanquen alguns CAPs si aixó vol dir que els meus nens poguin veure els cartoons en la seva llengua”, res d’aixó. Veu començar a pensar que el comentari era contra el Catalanisme, sensa que hi fós CAP comentari al respecte, des de la meva part. En la meva OPINIÓ, aixó és degut a un sense de victimisme que moltes vegades surt a algunes discussió, i que no permet poder portar endevant una discussió, porqué no es contesta al tema, si no que es canvia.

    -Europa, a diferència d’Africa i part de l’Asia, no té fronteres fets amb la ratlla (m’agradaria que em fessis un exemple…). Tots les fronteres són el resultats de moltes guerres. Les fronteres d’avui no seràn les de demà, la historia canvia.
    -No crec que a l’Europa, hi siguin culture de primera i cultures de segona.
    - Amb respecte al dibuixos. NO vag escriure que sóc en contre dels dibouxios en català, si aixì et sembla m’agradaria que em diguis ón ho vaig escriure, concretament. Jo he escrit que a França, Italia, Espanya els doblatges no és fan amb els diners dels contribuents, i JO crec (l’ús del verb Creure és porqé no dic que sigui la veritat, si no la meva opinió!) que així és millor. I tampoc sóc contre del fet que la Generalitat pagui els doblatges, em smbla que ARA no sigui el moment.

    Espero haver aclarat la meva posició, vist que les meves paraules han sigut molt malinterpretat.

  19. 19 Gianlu

    @Marco, perché ti ostini (visto che non è né la prima, né la seconda volta che fai questi commenti) a pensare che chi non la pensi come te sia sordo o che non capisca la situazione. Non ti è mai venuto in mente che le persone possano avere un’opinione differente dalla tua e che queste idee possano meritare il tuo rispetto?

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