11 settembre, Diada Nacional de Catalunya!

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Si avvicina il momento dei festeggiamenti per un giorno molto sentito a Barcellona: domenica 11 settembre si celebrerà la Diada Nacional de Catalunya, presso il parc de la Ciutadella.

L’atto commemorativo inizierà però giovedì 8 settembre nella sala consiliare del Parlamento della Catalunya, alle ore 19.00, con una cerimonia molto particolare: la consegna della Medaglia d’Oro all’Onore per l’allenatore del Barcellona Football Club, Josep Guardiola. Lo sportivo sarà omaggiato del prezioso premio in virtù delle vittorie conseguite con la sua squadra (una delle migliori della storia del calcio), grazie alle quali è riuscito a dare l’immagine di una Catalunya colta, civile, aperta e aver saputo promuovere valori quali la sportività, il lavoro di gruppo e lo sforzo per il raggiungimento dei propri obiettivi. Un grande riconoscimento per una grande personalità.

I festeggiamenti principali si svolgeranno poi l’11 settembre, a partire dalle 12.30, presso il Parco della Ciutadella. La celebrazione istituzionale vedrà la partecipazione di alte cariche politiche e sarà coronata dallo spettacolo di musica, poesia e cultura catalana. Ci saranno letture di poemi e testi d’autori catalani, che si combineranno con canzoni e danza tradizionale catalana. Tra gli altri spettacoli, il gruppo “Balls Populars de Sitges” si esibirà in un ballo tipico, la Moixiganga.

All’interno delle celebrazioni per la Diada si ricorderà il centenario dalla morte di Joan Maragall, il 150° della fondazione dell’Orfeó Lleidatà (celebre coro e società musicale) e il 25° anniversario della morte di Pere Quart (pseudonimo di Joan Oliver, scrittore catalano).

In chiusura si terranno i concerti delle rock band catalaneSopa de Cabra, Sau, Els Pets i Sangtraït con la partecipazione di tanti altri musicisti. Ricordiamo che, per l’occasione, il Parlamento della Catalunya resterà aperto sabato 10 settembre dalle due di mattina alle due del pomeriggio, e l’11 settembre dalle due di mattina alle sette di sera.

Diada Nacional de Catalunya
11 settembre 2011, dalle 12.30
Parc de la Ciudadella

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10 Commenti


  1. 1 fabcn

    Mi risultano sempre singolari le celebrazioni di una tale sconfitta militare. D’altra parte l’11 settembre 1714 è, sostanzialmente, la fine della Guerra di Successione. La Catalogna, regione autonoma della Corona de Aragòn si era alleata con la parte che ha perso e di ciò ha pagato le ovvie conseguenze.

    C’è da dire che con la definitiva caduta della Corona de Aragòn, la mia terra d’origine, la Sardegna, libera nazione federale dotata di lingua propria nel XIV secolo sino all’arrivo degli eserciti della suddetta Corona, si è finalmente disfatta di quattro secoli di feudalesimo, sottosviluppo e arretratezza e ha cominciato la sua lenta e lunga marcia verso una condizione di normalità. Grazie a Dio o a chi per lui, oggi la Sardegna è italiana ed il catalano, lingua dell’invasore, è un ricordo che appartiene alla Storia…

    Cheers

  2. 2 Alberto Diana

    @fabcn: “lunga marcia verso una condizione di normalità”. Ma con chi, con i Savoia? Ma fammi il piacere…

  3. 3 alex

    Quindi tu si che hai motivo di festeggiare fabcn…

  4. 4 fabcn

    @Alex.
    la mia osservazione è puramente di contenuto storico, non c’è implicazione emozionale; guardo con una certa perplessità ai nazionalismi (siano catalanisti, sardisti, legalombardisti etc). D’altra parte non ho nessuna garanzia che i miei avi fossero sardi, chissà dov’erano erano i miei avi nel medioevo? magari turchi o egiziani…o catalani, per ironia del destino….Poco importa, direi…

    Cmq le cose pare siano andate così: mentre nell’Italia del Nord c’erano i liberi comuni, le signorie e poi gli Asburgo, il Risorgimento, l’industrializzazione etc etc, nel Sud peninsulare e insulare dell’Italia c’era la Corona de Aragon…

    …Tanto per stare a posti in cui ho vissuto per più di mezza giornata, la Francia festeggia il suo 14 luglio, gli Usa il loro 4 Luglio, l’Italia e il Portogallo il loro 25 Aprile, tutte date di vittorie, liberazioni, successi…la Catalogna invece festeggia un giorno amaro…E propone quest’idea della vittima, della comunità umile, onesta e lavoratrice, aliena dalle mire imperialiste dei popoli vicini. Un Pais pacifico e pacifista sottomesso con crudeltà …
    Poi uno…così, dal barbiere…mentre fa la fila, sfoglia un libro di storia e scopre che i Catalani, dal XIII al XVIII secolo, erano arrivati, armi alla mano, a piantare la loro bandiera sulla Corsica, su Napoli, Palermo, Cagliari, le Baleari, Valencia, su alcuni territori oggi francesi e su alcuni territori del Nord Africa, oltre a qualche isoletta caraibica e turca…Perfino su Atene! Nei quali posti non è che abbiano esattamente lasciato ospedali, infrastrutture, codici normativi, trattati di filosofia…;anzi diciamo che fra gli aristocratici catalano-parlanti inviati in tali possedimenti d’oltremare a vivere alle spalle di palermitani, napoletani, cagliaritani etc non si annoveravano proprio degli Archimede e dei Pitagora…

    Insomma…ecco… basterebbe ricordarlo: Barcellona e’ stata per secoli una potenza imperiale, interessata spt all’Est tanto quanto Madrid era interessata all’Ovest…giusto per farmi un’idea, semplicemente, mentre attendo di farmi accorciare le basette…

    E mi fa sempre un certo effetto quando questo dettaglietto da poco viene omesso…

    Poche ore fa, mentre nientemeno che il Parlament de Catalunya, in piena euforia da Diada e in un momento di spumeggiante “frivolidad”, premiava con la Medalla de Honor…addirittura un allenatore di calcio (!!!)…(in precedenza aveva premiato il reverendo sudafricano Desmond Tutu (2000); il padre jesuita Miquel Batllori, Ernest Lluch a titolo postumo (2001); il rappresentante dell’ONU in Afghanistan Francesc Vendrell (2002); il presidente della Fundación Catalana del Síndrome de Down, Montserrat Trueta (2004) nonché il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel) si è sentito il Direttore della Tv Pubblica Catalana affermare con serietà cose tipo:

    “el catalán es un pueblo “que siempre ha encontrado técnicas mixtas en deportes, política, economía, para combatir el rodillo imperialista”.

    Ecco, invece di dire che due parti di uno stesso stato, due ”sub-imperi” in decadenza (Castilla e Aragon), si sono scontrati nella Guerra di Successione, una Guerra a scala europea in cui combattevano Inglesi, Tedeschi, Francesi, Olandesi in un complesso intreccio di alleanze…ed uno ha vinto ed uno ha perso…..

    …ebbene, invece di fare un esercizio di sana catarsi delle proprie miserie, la Diada dell’11 settembre, per bocca dell’apparato propagandistico nazionalista locale, vende l’idea, del tutto fasulla, che una di queste due “parti”, quella pacifica e inerme sia stata aggredita da quella guerrafondaia…

    E un po’ di gente, anche qualche italiano, se la beve…

  5. 5 catexpatriat

    Senza contare che, come dappertutto, molte famiglie della mercantile borghesia catalana si arricchirono, a sua tempo, con la tratta degli schiavi (Mendoza- città dei prodigi). Concordo con fabcn il “pensiero unico” della Generalitat (martellante ed espresso da tutti i media catalani che devono essere “politicamente corretti” ma soltanto verso una certa parte) non può essere l’espressione di un paese poi così democratico come lo si vuol far credere …

  6. 6 Fabrizio

    Secondo me esagerano un po’ con questi “catalanismi”… ieri sera, quasi alla barceloneta, erano radunati e facevano una fiaccolata..sembrava quasi la via crucis che fanno al Vaticano.. :S

    ps: c’è qualche alimentare aperto oggi per caso? l’opencor a quanto pare è chiuso…

  7. 7 Rigor mortis

    Guerres, derrotes, victòries,…., quanta rancúnia traspassa els segles, en comptes de mirar endavant. El passat es la base per al futur, com a coneixement, per avançar però no com base per a la rancúnia. Quan això passa és que s’hi barregen altres coses.

    O potser els catalans som rancuniosos per les massacres que feu l’aviació italiana sobre Barcelona i moltes altres poblacions catalanes?. No, això ha passat, senzillament s’assenyalen els fets, però no anem acusant als italians que ens trobem pel carrer.

    O cal recordar la visita del comte Ciano a Barcelona, envoltat de les principals figures del règim franquista, un règim que havia esclafat i eliminat aquesta cultura que ahir celebrava l’11 de setembre. Un Ciano, que tot i ser qui era, va quedar corprès pel ritme d’execucions que duia a terme el feixisme a Espanya.

    No, senyors, tot això ha passat, i els catalans no cerquen revenja ni victimisme, per molt que al nacionalisme espanyol li agradi distorsionar els termes per poder crear un enemic (divisa del nacionalisme), a qui assenyalar com a culpable, algú a qui ridiculitzar, etc. Els catalans cerquen el futur, i miren al passat com a font d’experiència, per a saber el que succeí durant la primera república espanyola, i el que succeí durant la segona república, quan Catalunya feu un esforç bèl·lic impressionant, amb indústries i homes, i n’obtingué la marginació per part de les autoritats republicanes. El passat ens ensenya sobre el present i el futur.

    Avui a Catalunya hi ha una bona convivència social, i els catalanoparlants senzillament volen que la seva cultura sobrevisqui i ho faci en pau amb les demés cultures, i per aconseguir-ho son precises unes condicions que mai serien discutides si Catalunya fos un estat. Però dins la “democràtica Europa, la senzilla raó que hi hagi o no frontera marca el que és una cultura de primera, i una cultura destinada a extingir-se.

    En qualsevol cas, els catalans decideixen el seu destí democràticament, en un parlament votat per tot-hom, catalanoparlants i castellanoparlants (realitat de convivència que el nacionalisme espanyol menysprea). Així ha sigut des que hi ha democràcia, i no ha anat tant malament.

  8. 8 guardare avanti no, è?!

    Già… ma se andiamo indietro nel tempo, che vedo che vi piace…
    ci ricordiamo di cosa ha fatto in Europa l’impero romano? Dico FATTO, non DATO… perche magari si che ha dato (cultura, letteratura, strade…arte, arte e arte) ma tutto rubato e copiato da altre culture e nazioni che hanno invaso, a punto senza lasciarci ospedali, altro che!
    Allora che facciamo, giudichiamo per quello che non abbiamo vissuto o non sappiamo del certo, ma dico CERTO! Sapete, io non giudico guardando il passato, non mi sembra giusto verso il presente e il futuro! Da catalano-italiana che sono!

    ps:(molt bé Rigor Mortis)

  9. 9 fabcn

    Appunto Sig.ra “guardare avanti no, è?!”,

    tutta la conversazione parte proprio da questo!

    Sarebbe magnifico parlare solo dell’oggi, per quanto sia possibile. Nessuno sano di mente continuerebbe a parlare di quanto siano state nocive le dominazioni castigliane o catalane nei secoli passati, di quanto sottosviluppo abbiano lasciato nei territori occupati militarmente per secoli dagli uni e dagli altri.

    Ma, da queste parti, proprio non si riesce a parlare di presente e di futuro senza scomodare avvenimenti militari e politici di decenni o secoli fa. L’assedio di Barcellona del 1714, il Decreto di Nueva Planta, il Franchismo….etc etc…il tutto rinfocolato annualmente nella Festa del Rancore Collettivo, la Diada de Catalunya.

    Oggi la dittatura non c’è più, il catalano è lingua ufficiale, l’odiato spagnolo è ostrala Catalogna è un territorio dell’Unione Europea (l’abbiamo accolta insieme al resto dello Stato Spagnolo nel 1986), è un luogo bello, civile, sviluppato, ricco, pieno di risorse.

    Non ti pare sia giunto il momento di iniziare a godersi la vita?

  10. 10 fabcn

    scusate…

    Oggi la dittatura non c’è più, il catalano è lingua ufficiale, l’odiato spagnolo è ostracizzato nella pubblica amministrazione e cancellato dalla scuola pubblica, le corride sono vietate per legge, la Catalogna è un territorio dell’Unione Europea (l’abbiamo accolta insieme al resto dello Stato Spagnolo nel 1986), è un luogo bello, civile, sviluppato, ricco, pieno di risorse, che ha mare, colline e montagne, cuochi famosi e campioni dello sport…

    Non ti pare sia giunto il momento di iniziare a godersi la vita?

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