
Nella notte del 15 agosto ci sono stati atti vandalici sulle le decorazioni appena inaugurate alle Festes de Gràcia. Secondo quanto ha dichiarato Jordi Martinez del carrer Tordera a Ràdio Gràcia, nel tardo pomeriggio aveva avuto problemi con un gruppo di giovani italiani che avevano danneggiato le decorazioni e “c’erano state più che semplici parole”.
Comunque sia andata, va detto che questi vandalismi non sono una novità: già nel 2005 vi furono veri e propri incidenti con la polizia, e più o meno ogni anno si lamentano danni agli addobbi delle diverse strade.
Quest’anno ha vinto il Carrer Fraternitat de Baix con la bella visione del “Món de Peter Pan“, scalzando il carrer Verdi dopo molti anni. Durante la cerimonia di premiazione il 17 agosto molti gruppi hanno protestato pubblicamente portando sul palco i pezzi di decorazioni rovinati dal pubblico e mostrando cartelli in cui dichiarano di essere stanchi della situazione.
Festes de Gràcia è l’altro nome che da qualche tempo è stato aggiunto a quello della Festa Major de la Vila de Gràcia: questo slittamento di significato potrebbe aiutare a spiegare quello che sta accadendo.
Cos’è una Festa major
È quello che in italiano chiamiamo “sagra” di un quartiere, un paese o una città; momento di ritrovo della comunità, a partire da un referente simbolico come un fatto storico importante o il santo patrono. L’usanza di decorare le strade e le piazze con ghirlande e luci non ha eccezioni ed è praticamente sempre presente anche una componente profana che si esprime con “cercavila”, esibizioni dei “diables”: parate con spari e fuochi d’artificio ed ogni tipo di spettacolo che la comunità sia in grado di produrre.
Originale è l’abitudine di organizzare di banchetti all’aperto, cui partecipano tutti i residenti: ci sono tavoli e sedie in strada e la gente chiacchiera, mangia e sta fuori in strada come se si trovasse in casa propria.
La Festa Major a la Vila de Gràcia
Nella forma e nella sostanza la Vila (città) di Gràcia è diversa dalla grande Barcellona – che l’annesse nel 1897 – e questa caratteristica si riafferma ogni anno: le decorazioni qui hanno assunto un aspetto sempre più artistico e una giuria stabilisce la classifica e premia le strade meglio decorate. Da questa competizione nascono realizzazioni scenografiche di alto livello.
Col passare del tempo, però, si è voluto accentuare l’aspetto festaiolo e disinibito rispetto a quello più popolare, ma le moltitudini di turisti e gente di ogni età e paese che arrivano qui, forse non hanno mai sentito parlare di una Festa Major e pensano che si tratti solo di un’occasione per trasgredire. Sembra che il “mojhito” sia diventato, come era già capitato con la “sangria”, la bevanda tradizionale catalana. E si beve come se fosse acqua minerale.
Ecco il punto: una festa di paese è diventata occasione per ubriacarsi e spaccare tutto. Dalla popolare “Festa Major” alle trasgressive “Festes” de Gràcia. È abbastanza scontato che tutto questo possa portare ad episodi violenti, anche se va chiarito che – in generale – la Festa Major de la Vila de Gràcia rimane un appuntamento divertente pacifico e imperdibile dell’estate a Barcellona.
Come sta succedendo anche in altre località turistiche, gli organizzatori si sono resi conto da tempo che le cose così non vanno e corrono ai ripari. Dopo la svendita turistica che è stata fatta, il lavoro di riportarle a un livello accettabile sarà piuttosto lungo e oneroso, soprattutto per chi fino ad oggi ci ha guadagnato parecchio senza porsi problemi.
Il blog di Marco Giralucci Catalogna Oggi
05/08/2011.
Non solo Gràcia di notte, con le strade addobbate e rilucenti, tanto cangianti come se si stesse vivendo dentro al mondo fantastico di Alice nel Paese delle Meraviglie, [...]
18/08/2011.
Esplosione di gioia per i vicini di Carrer Fraternitat de Baix. Per la prima volta, ieri, hanno potuto aggiudicarsi ed innalzare il trofeo per la migliore decorazione di [...]
23/06/2011.
Lluís Pérdigo Nárdiz è l’autore del cartell della Festa Major del di Gràcia 2011. Si tratta di una composizione decisamente piú astratta di quelle realiste delle passate edizioni. [...]




Che barba!