Mozzarella di Bufala made in Catalunya

mozzarella di bufala catalana

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Pensavamo si trattasse di una bufala e invece ne abbiamo avuto conferma ieri su TV3 24. La mozzarella di bufala sta per arrivare nelle tavole dei catalani.

L’annuncio è stato dato da una fattoria dell’Empordà che ha “importato” 1.200 capi di bestiame pronti a produrre 2.000 litri di latte al giorno. La mozzarella è già commercializzata nell’Alt Empordà e i produttori hanno voluto chiarire che il prodotto catalano si differenzia da quello italiano per il fatto che la mozzarella è prodotta da un 100% di latte di bufala.

La bandiera catalana impressa sulla confezione sottolinea la totale catalanità dell’alimento. “A partire da ora ci toccherà convincere i Catalani a comprare mozzarella catalana al posto di quella italiana“, dice sorridendo Lluís Mont, uno dei soci fondatori dell’impresa “La Búfala de l’Empordà SL“, aperta un anno fa insieme al figlio e ad un socio d’origine italiana, Giuliano Marcina. “Abbiamo iniziato a comprare bufale asiatiche d’acqua l’anno scorso, un animale originario dell’India e del Pakistan che si trova anche in Bulgaria. I resto degli animali li abbiamo acquistati in Italia. Ad oggi, con i 2000 litri giornalieri di latte di bufala abbiamo prodotto i primi 800 sacchetti di bufala che si inizieranno a distribuire in negozi specializzati e macellerie catalane“.

Entro cinque o sei mesi La Búfala de l’Empordà prevede di arrivare a una produzione di 4000 sacchetti di bufala al giorno e Mont assicura di essere molto soddisfatto per la buona accoglienza che sta ottenendo il prodotto.

Ma sapranno i catalani come si assapora veramente la bufala? Sanno tutti i trucchi per non farle perdere il suo prelibatissimo sapore? Con quali alimenti riusciranno ad associarla?
Vedremo!

La Búfala de l’Empordà SL
Telefono: 658 364 216
email: comercial@labufaladelemporda.com
web: www.labufaladelemporda.com

Fonte: avui.cat

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31 Commenti


  1. 1 Rita Romani

    Bè..ora i catalani diranno anche se sono stati loro che hanno inventato la mozzarella!!!!!
    Non ho nulla in contrario solo mi da fastidio che sia chiamata “mozzarella catalana”, perchè la mozzarella è solo e soltanto ITALIANA.
    Il nome deve essere protetto.

  2. 2 pinorke

    sto scoppiando dal ridere …non ce la faccio a finire di leggere questo articolo !!
    A differenza del prodotto italiano la mozzarella di bufala è fatta al 100 % con latte di bufala …ma perchè noi con cosa lo facciamo?
    E lo facciamo da secoli …ma ovviamente fra qualche anno ANCHE la mozzarella di bufala sará ,ovviamente, un prodotto catalano

  3. 3 Fabio Pitrola

    Io non vedo l’ora di provarla, se riescono ad imitarla in modo decente, preferisco mangiare una mozzarella prodotta in giornata.

    Che la mozzarella di bufala campana sia la migliore è un dato di fatto ed è inutile fare paragoni.
    Se stanno tentando di offuscare la regina della mozzarella, sbagliano di sicuro,
    se riescono a creare un prodotto onesto che puo’ essere comprato fresco non vedo cosa ci sia di male…
    tanto c’è scritto made in Catalunya, la gente non è stupida lo sa che non è italiana…

  4. 4 Rita Romani

    Ho visitato il sit di La búfala de l’Empordà ed ora sono letteralmente INCAZZATA visto che il commento che magari la mozzarella sarà catalana!!!!
    Poi quando qualcosa non va bene, visto il nome, tutti associano il prodotto all’Italia ed intermini di faccia e credibilità siamo sempre noi che ci rimettiamo.
    Questa cosa proprio non mi scende.
    Io sono del parere che bisogna essere educati all’arte del cibo, a gustarne i veri sapori e rispettarli e non fare un non meglio precisato formaggio e chiamarlo mozzarella….no, no e no!!!!
    Questo nome deve essere tutelato!
    Mi rifiuto di comprarla, così come mi rifiuto di mangiare la carbonara con la panna ed il bacon!!!!!

  5. 5 Marino Maiorino

    Non diciamo fesserie: la mozzarella 100% di bufala è immangiabile! Il latte di bufala è troppo grasso e salato, o credete che noi campani la facciamo così per fregare qualcuno?
    Ma qui c’è di peggio, è la tipica presunzione catalana di voler fare tutto quello che gli altri hanno meglio degli altri.
    La mozzarella di bufala campana è un prodotto DOP, ci è costato sangue riuscire ad avere la protezione del marchio, ed ora arrivano questi… barbari, e la fanno al 100% con latte di bufala. Che gli rimanga nella strozza!

  6. 6 bert71

    Se pensano di vendere la mozzarella con quel packaging e quella foto altro che 800 sacchetti al giorno. Neanche 15 ne distribuiscono.

    Quella sembra più una pallina da tennis che una mozzarella di bufala che è invece, cremosa, quasi burrosa al suo interno.

    Per fare un buon prodotto, e non parlo solo di mozzarella, ma anche del limonmcello valenciano e dell’aceto balsamico della rioja, della pasta Gallo e cose simili, non basta avere la materia prima.

    Ci sono anni di tecnica, di conoscenze, di pratica e miglioramnento del prodotto. Il resto è pura imitazione e anche abbastanza cheap.
    È come dire che costruisco Ferrari copiandone solo l’esterno ma senza il motore.

    A parte poi le schiocchezze della mozzarella catalana e del fatto che in Italia il latte viene tagliato.
    Ci sono casi in cui è vero, noi siamo abili a cercare di fare i furbi, ma le mozzarelle DOP sono di latte di bufala al 100%.

    Un’ultima cosa, per chi cercasse il prodotoo fresco, sappiate che a BCN le mozzarelle arrivano, nei migliori gourmet e ristoranti, in aereo due volte alla settimana direttamente dalla Campania. Basta solo cercarlo e forse è più fresco di quello che arriva da Ripoll.

  7. 7 Sara Beltrame

    Apriamo un import/export esclusivamente dedicato ai prodotti di bufala (non esiste solo la mozzarella…vogliamo parlare della ricottina fresca di bufala?) e facciamogliela vedere noi la differenza! Sicuramente il 100% di latte di bufala è un’esagerazione. Il sapore sarà troppo forte. Ammetto comunque che quando ho saputo della notizia prima mi si sono messe in moto le papille gustative (che gridavano esaltate di felicità) e dopo un giorno il cervello (che gridava vendetta). Conclusione: bisogna provarla.

  8. 8 Marco Giralucci

    Ammàzzate se si svegliano i commenti degli italiano-parlanti quando si parla di cibo… bene, l’importante è intervenire!

    Solo un’appunto, anzi due: io la mozzarella di bufala come altri prodotti freschi li trovo vicino a casa a Barcellona, se volete vi passo l’indirizzo. C’è un sistema di distribuzione garantito. Ieri ho sentito alla radio che c’è anche un produttore di caviale catalano… interessante ma non saprei fare confronti con quello russo, non sono specialista.

    Secondo: per favore, evitiamo i luoghi comuni come “tipica presunzione catalana”: in tutti i paesi c’è la tendenza a pensare che “come noi non lo fa nessuno”, primi gli italiani, altro che catalani. E non “facciamoci riconoscere”!!!!(lo diceva Totó i Alberto Sordi?
    Saluti
    Marco

  9. 9 Marino Maiorino

    Marco, la tua domanda è inopportuna: certo che DEVI passare l’indirizzo! :D
    Sui luoghi comuni, io ho imparato a non toccare ciò che gli altri fanno per tradizione, cultura o esperienza, perché sono cose guadagnate e sudate. Copiare così è un insulto. Si ammira, si rispetta, si apprezza, si diffonde e si pubblicizza, ma NON si copia. E guarda che mi sento parte del movimento open-source, ma ciò significa che, quando copio (e tutti lo facciamo per migliorare), attribuisco tutti i meriti del caso a chi di dovere: è un obbligo morale.
    Qui però parliamo di aggredire una delle poche produzioni protette e certificate di un territorio (il mio, scusa ma mi cuoce) che ha poche altre ragioni d’orgoglio. Toglieteci pure questo e buonanotte!
    Inoltre, bert71 ti ha già fatto una lista di prodotti che ormai vengono prodotti pure qui nell’impunità dell’UE. Non è un problema di “come noi non lo fa nessuno”: se facessero una cosa che gli somiglia e lo chiamassero con un altro nome non mi darebbe fastidio, finché venisse riconosciuto il giusto merito a chi di dovere, ma sono troppi anni che vedo storie del genere accadere, continuamente, da parte di territori già ricchi.
    Esiste già. Se la vogliono, se la comprino. C’è pure l’importatore, stando a quello che dici, ed è un marchio DOP, cosa che non si ottiene GRATIS.

  10. 10 daniela

    mah…immagino che cosí potremmo prepararci una saporita caprese catalana! tra la mozzarella (che vista la foto non promette bene) e i pomodori locali che sono quello che sono, una bella spruzzatina di basilico secco perché il fresco non si trova et voilat il gioco é fatto ;-)

  11. 11 marco

    esorto a legger accuratamente gli articoli, prima di sparare critiche nazionaliste (please, il nazionalismo cieco lasciamolo ai catalani duri e puri, circa lo 0,5 dei seimilioni). segnalo che tra i soci c’è pure un veterinario italiano. in quanto al gusto, ciascuno ha i suoi: si può certo stabilire una graduatoria, ma relativa. non commento, poi, il protezionismo produttivo. se lo avessimo applicato fin dall’inizio della storia dell’umanità, non avremmo, in europa, né mais, né pomodori né seta etc etc etc. gli asiatici, in particolare, potrebbero rivendicare ben più di noi.
    last but not least, provocatorio: invito tutti gli italiani che “se non è docg de la meva terra” fa schifo a tornarsene al paesello. l’europa futura non ha bisogno di loro, e tantomeno del loro fanatismo.
    spirito di adattamento, ragazzi, su, o vi verrà il mal di fegato dalla nostalgia e non riuscirete neppure più a gustare una mozzarella di bufala dop, quando andrete a trovare la nonna al paesello “_^

  12. 12 Paola Grieco

    Secondo me non dipende soltanto dalla Bufala, ma anche dal territorio (beh, quando non è intasato da rifiuti tossici che passano alle falde acquifere !) e da un certo savoir faire millenario che in qualche modo passa nel gusto. Insomma la mozzarella campana sarà sempre la mozzarella campana. Comunque, trovo più intelligente ed ecologico trapiantare bufale in Catalunya e far da sé, che trasportare su e giù per l’Europa mozzarelle belle e fatte (inquina di più): slow food e chilometro zero insegnano.

    A proposito, ma vogliamo parlare dei cannelloni:-)

  13. 13 Marco Bentamy

    Davvero di pessimo gusto chi taccia gli italiani di fanatismo per il sol fatto di difendere un prodotto tipico italiano qual’è da sempre la mozzarella di bufala.Non si tratta di fanatismo regionalistico ,di nostalgia del paese,o di difesa ad oltranza e aprioristica dei propri prodotti.Niente affatto .Se si vuole fare business che lo si faccia pure ..siamo in una economia libera di mercato e l’economia ha bisogno di andare avanti e volare.Ma cio`che in questo caso bisogna capire è che un prodotto tipico che ha il marchio dop come la mozzarella di bufala campana trae origine ,nel suo sapore come nel suo profumo,dalla specificitá del suo territorio e come tale resta e resterá sempre un prodotto inimitabile e legato a quel territorio.Il formaggio di fossa ,il parmigiano reggiano saranno allo stesso modo prodotti dai sapori unici.Allo stesso modo il lardo di colonnata deve il suo delizioso sapore al famoso marmo in cui è lasciato stagionare….Il resto sono discorsi inutuli.Non si tratta di nazionalismo e regionalismo e lasciatevelo dire da uno che non difende certo la Campania, mia terra d’origine .Forse il formaggio che faranno i catalani sará piu buono della mozzarella campana e saro´il primo a dirlo una volta assaggiato il prodotto…però definirlo mozzarella mi sembra una cosa un po azzardata e poco originale…una copia appunto.Magari sará quasi uguale alla mozzarella campana ma il darle un nome diverso sarebbe stato ,oltre che un segno di rispetto verso una tradizione tipica di un altro paese,anche una forma di arricchimento delle tradizione culinarie catalane.Insomma irrobustire i prelibati formaggi catalani con una nuova aggiunta di un prodotto confezionato con latte di bufala.Le tradizioni di un paese bisogna rispettarle.

  14. 14 Lucy

    Mi pare molto interessante che si apra un dibattito tanto acceso partendo da un articolo – non sulla politica, sulla società, sulla religione – bensì sulla mozzarella di bufala e che questo porti con sè, sul tavolo, discorsi sulle tradizioni, sulla cultura, sugli “-ismi” in generale (siano essi fondamentalismi culinari o d’altro genere), sul concetto di catalanità e italianità. Una mozzarella di bufala.

  15. 15 Marino Maiorino

    Marco (non Bentarny),
    ma quale paesello, non farci ridere! XD

  16. 16 Rigor mortis

    Alguns en feu un gra massa, àdhuc amb algunes afirmacions fora de lloc com ara això de la “tipica presunzione catalana”. Elucubracions estranyes que realment sorprenen força i donen que pensar, “digue’m de que presumeixes i et diré que ets”, diu la dita.

    Aquests de l’Empordà són uns paios que volen fer mozzarella fresca, i ells mateixos reconeixen que cal anar a Itàlia i passar-se 4 o 5 anys d’aprenentatge per aprendre’n.

    Ningú nega que la mozzarella sigui italiana, i de fet fan publicitat d’una manera inequívoca: “mozzarella catalana”. Si no s’afegís “catalana”, imagino que vos queixaríeu que aquesta gent es vol apropiar de la “mozzarella”. En indicar “catalana”, fa la distinció, indicant que reconeixen que l’origen de la mozzarella és italià, i que la d’aquí, bona o immenjable, per catalana, serà fresca.

  17. 17 Marino Maiorino

    Rigor mortis,
    es algo que ya hiciste con la pizza margherita, que ahora parece haber nacido en Girona, y con un montón de productos más. En un primer momento lo vais aprendiendo, y luego os parece que teneis derecho a reivindicar el primato, la invención, la origen.
    Y, ya que evidentemente no tienes ni idea de lo que se habla, te diré que la mozzarella no va a ser fresca por ser catalana o italiana, ya que NO SE PUEDE COMER al cabo de unos pocos días.
    La mozzarella es fresca por definición.
    Ya sé que la fecha de caducidad de la Galbani es a un mes, pero los que tuviesen que contestarme con esa argumentación sólo nos enseñarían cuánto entienden de lo que estamos hablando.
    Puedes vivir tu vida con esos dichos, esperando que te sirvan a poner a la gente en su lugar, pero esta vez te fue mal, ya que estás usando uno de esos dichos para corroborar una agresión comercial a otras tradiciones, a otra gente, a otro pueblo.

  18. 18 Rigor mortis

    Amic Marino, això que dius de la pizza margherita és la primera vegada que ho sento, mai fins ara he escoltat a ningú dir que la pizza margherita fos catalana (si es això el que pretens dir).

    Una altra cosa es que potser t’hagis confós amb que algú digués que als països de la Mediterrànea hi ha una tradició de coques salades, i que aquí encara s’en fan algunes que s’assemblen a la margherita. Si fos així, quin problema hi ha?. O també vols negar l’existència d’una antiga tradició de coques a la Mediterrànea, i específicament a l’Antiga Corona d’Aragó?.

    Òbviament sempre pot haver algú que en un moment puntual diu bajanades, però seria poc raonable sentir-se agredit o víctima d’una societat només pel que pogués dir una o unes persones aïllades. Si algú diu que la margherita és catalana, amb l’autoritat que et dona ser italià vas i li dius que està equivocat, o escrius una carta al director (si hagués sortit en un diari) i s’ha acabat el tema.

    Pel que fa a la mozzarella, reconec que no hi entenc, només he fet un raonament sobre les paraules emprades, “mozzarella catalana”, no sobre el producte. Si no el comparteixes, ets ben lliure de pensar el que vulguis.

    Respecte a l’agressió comercial a altres tradicions, gents i pobles, en definitiva, una agressió a un altre poble, amic, això és una acusació molt greu i hauries de pensar-ho dos cops abans d’usar-la tant lliurement, per que el que fa és assenyalar-te a tu mateix.

  19. 19 Marino Maiorino

    Rigor,
    es lo que digo, no lo que pretendia decir. Tu será la primera vez que lo oyes, pero yo tuve que aguantar cosas así más que una vez, y a lo largo, eso cansa. Por lo tanto entiendo que no te sientas ofendido, tal como me siento yo, que para ti no sea un argumento sensible, y te invito a enteder que sí lo es para mi.
    Yo no niego absolutamente nada acerca de ninguna coca salada en ningun lado del mundo. Cada cual tiene sus proprias tradiciones y no me viene ni en sueño de ir a despreciar algo tan importante como son las raices de los demás. He dado la vuelta a toda Catalunya y disfrutè de lo bueno, bonito y disfrutable que encontré cuando se me ofrecía de buen rollo. Y ni una vez me ha salido a la cabeza algo como: “Mira, esto es igual a…”
    Pero, lo que estás menospreciando es que aquí no se habla de “unas personas aisladas”, se habla empresas, de puestos de trabajo, de la imagen que se da al mundo de unos productos. Hasta ahora “mozzarella di bufala” quizo decir “Campania”, el punto de quisimos y obtuvimos la Denominación de Origen Protegida, y ahora venís a decirnos que no, que tenemos que aguantarnos…
    Ahora te devuelvo el ejemplo que me has hecho: qué tal si fuesemos a producir industrialmente “coques Napolitanes”, de Sant Jordi i tot? No te mosquearias piensando “Bueno, pero éstos ¿a qué van? ¿No tienen bastante de lo suyo como para meterse en algo tan nuestro?”

  20. 20 Rigor mortis

    Marino, t’ho dic de cor, si fésseu coques Napolitanes de Sant Jordi, jo me’n alegraria, igual que m’alegro que a Japó des de fa una anys es celebri una mica la festivitat de Sant Jordi, amb llibres i roses. En definitiva, això, les còpies, prestigien l’original.

  21. 21 Marino Maiorino

    Ya, si solo fuera un problema de copiar y reconocer.
    Pero eso ya no es así: años para merecer la protección de un producto, y ahí viene alguien que, tal y como dice el artículo, ahora quiere convencer a que se coma la mozzarella de búfala catalana en lugar de la italiana (o sea, campana).
    Y eso que la mozzarella es una de las pocas producciones que dan prestigio y trabajo a mi provincia…

  22. 22 Danilo

    Più dei Catalani nazionalisti che sono convinti di molti primati difendendoli ad oltranza (da Cristoforo Colombo passando per il Pa amb tomàquet…) mi fanno ridere i commenti di chi è sicuro, a priori, senza provarla, che una Mozzarella prodotta fuori dalla Campania non sia possibile.
    Poi mi ricordo le piaghe della mia terra, dei rifiuti tossici e della brucellosi delle sue bufale, e smetto di ridere.
    Permettete di tenermi stretta la speranza di poter mangiare una mozzarella fatta con il latte di una bufala che ha pascolato in una riserva naturale, come quella dell’Empordà.
    Onore a questa famiglia di allevatori che, riconoscendo quello che c’è di buono fuori dalla propria terra, prova a fare, magari migliorando, perché no?
    E poi che problema c’è? Non hanno mica preteso di utilizzare il marchio “Mozzarella di Bufala Campana Dop”!

  23. 23 Lucy

    Ma, allora, alla fine, dopo tutti questi commenti e dopo tutto questo dibattito, qualcuno è riuscito a provarla sta mozzarella di bufala catalana?

  24. 24 alex

    io l´ho provata!
    voto: sufficiente, nulla di piú.Diciamo che c´han provato, magari riusciranno anche a migliorarlala ma mozzarella campana e´ tutta un´altra cosa.
    La mia dolce commensale l´ha bocciata al primo boccone…

  25. 25 marina

    Susate se è lungo. . .
    Ho sentito usare la parola mozzarella in Vietnam, in Argentina e in una caffetteria di New Port,
    in Virginia. Le mozzarelle delle foto dell’Empordà, mi dispiace per l’azienda, non sono per niente invitanti, rispetto a quelle che tutti i campani conoscono: il latte che colla, la morbidezza e la porosità che traspare dall’immagine. Le bufale dell’azienda mangiano erbe e mangimi catalani, ma vengono dall’India, dal Pakistan e dall’Italia. Parte del personale della società è italiano o di origine italiane. Tutto è catalano eppure non lo è. Questa storia, e i relativi commenti, mi ricorda una litigata letteraria in crociera tra un cuoco italiano e uno catalano sull’origine e sulla ricetta dei fideau, in Milenio di Manuel Vázquez Montalbán. E che uno dei miei piatti preferiti, las milanesas a la napolitana, creato a Buenos Aires negli anni dieci del secolo scorso per porre fine a un litigio al bar Napoli di plaza Italia sull’interventismo dell’Italia nel primo conflitto mondiale (cazzoti e sangue dappertutto) non è conosciuto da nessuno ne a Milano ne a Napoli. Vi invito tutti a vedere, dal 23 settembre, Mozzarellas Stories di Edoardo de Angelis. A riflettere sull’etica profonda di ognuno rispetto a globalizzatore e globalizzati.
    E su quanto la cucina vuol dire casa, sui nazionalismi reali e emotivi. La mia situazione di precarietà è tale da non poter fuggire in nessun altro luogo del mondo al momento, perché dall’Italia vorrei proprio fuggire, e seppur con una laurea fresca di 110 e lode e tante esperienze lavorative, son dovuta tornare in provincia di Caserta dai genitori. Vorrei morire.
    Intanto mangio un’altra mozzarella per dimenticare e continuare a cercare lavoro e un luogo nel mondo. . .

  26. 26 fabcn

    …e’ strano che gli inflessibili cavalieri dell’Ordine Nero, i solerti funzionari dell’Ufficio Centralizzato della Normalització Lingüística, non si siano accorti che la parola “mozzarella” è un empio vocabolo di origine straniera giunto nel territorio del Principat per corrompere la purezza millenaria del Catala’…

    …quando lo faranno, oltre a multare l’incauto ed antipatriota Senyor Mont come da Estatut, provvederanno a fornire una versione normalizzata del nome del prezioso formaggio de l’Empordà:
    “Motzarel•la”, con tanto di “ela germinada”….

    Aixo’, molt bé, ben fet: MOTZAREL•LA!!, …..DOP, of course, feta amb les nostres mans, la nostra aigua, la nostra llet de les nostres vaques (encara que vingudes de Bulgaria)

    Som sempre els millors, no cal ni dir-ho, Visca el Barça!

  27. 27 fabcn

    Comunque…, al di là del mio humour nero sulle ossessioni catalaniste…sono d’accordo con chi dice che, a ben guardare, non c’è da scandalizzarsi se un catalano decide di copiare un prodotto italiano. L’importante è, appunto, che non rubi il marchio, che non spacci un prodotto proprio per uno dop campano, ma non mi pare sia questo il caso; ci hanno messo pure la loro bandiera a strisce giallorosse!

    Con il tempo, studiando, applicandosi, investendo, potrebbe avvicinarsi all’eccellenza della bufala campana e magari persino superarla.
    Le tecniche e le procedure si apprendono, esistono scuole, manuali, modalità di apprendimento diretto ed indiretto.

    La cultura è fatta di ibridazioni, conii, prestiti, imitazioni, innovazioni. Qualsiasi prodotto, merce o concetto, si può sviluppare e trasformare, può andare avanti o diventare obsoleto, può persino invecchiare, involversi e sparire.

    Da sempre gli artisti, gli chef, i musicisti, i letterati viaggiano per il mondo e spargono il loro sapere, globalizzandolo e mischiandolo con quello dei luoghi a cui approdano.

    La povera Winehouse, ebrea londinese, cantava il soul con una magnifica voce da nera dell’Alabama; il Barça gioca un calcio più efficace degli inglesi, che l’hanno inventato, le cantanti d’opera italiana hanno ormai nomi asiatici etc etc.

    Se vogliamo attenerci a questioni del gusto del palato, californiani, cileni ed australiani hanno imparato magnificamente a fare il vino studiando l’enologia francese.

    Nessuno si stupisce di bere un Cabernet Sauvignon della Napa Valley, California.

    Perché stupirci se un giorno il Signor Mont produrrà, un giorno, forse, una eccellente mozzarella, pardon “motzarel.la”, di bufala empurdanesa?

    Salutacions cordials

  28. 28 Lucy

    Vorrei sapere da Marina, dove manderanno in onda Mozzarella Stories. possiamo vederlo online anche da Barcellona? Grazie mille.

  29. 29 marina

    Mozzarellas Stories esce nelle sale in Italia il 23 settembre.
    Ti anticipo soltanto che nel film, un’ opera prima, la mozzarella la iniziano a fare i cinesi. A Caserta. Ora segnalo al regista il blog e la questione mozzarella catalana, lui sapra dirti come vederlo a Barcellona. Un abbraccio

  30. 30 Lidia

    Sono Campana….e vivo di mozzarella…adesso vivrò per tre mesi a Barcellona (Erasmus per la tesi di dottorato…magari per vacanza!)….dove la si può comprare? sono curiosa di assaggiarla…poi naturalmente scriverò i miei commenti qui! ;)
    Grazieeee :)

  31. 31 Michele

    Un punto d’orgoglio nell’essere copiato c’é.
    L’unica cosa che mi fastidierebbe é poi sentire discorsi a bischero del tipo “si fa meglio noi”, “s’è inventata noi”, “prodotto originale”, “la millor mutzarel.la del mon” ecc ecc… per ora non li ho sentiti, però conosco i miei polli, hehe, quindi tutti all’erta!

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