
Fedele a una delle sue promesse elettorali più popolari, il CIU, per voce dell’assessore degli Interni Felip Puig, ha dichiarato che entro un mese il limite degli 80 km orari nelle vie d’accesso a Barcellona passerà alla storia. Sarà, ovvero, soppresso.
Questa misura fu introdotta nel 2008 dal tripartito allo scopo, tra l’altro, di ridurre l’inquinamento atmosferico. I barcellonesi, infatti, sarebbero esposti a una contaminazione superiore a quella ammessa dalla legge comunitaria. E gli studi effettuati avrebbero dimostrato che la riduzione della velocità avrebbe effettivamente diminuito il CO2, oltre a ridurre il numero di morti per incidenti stradali.
Nelle prossime settimane si comincerà a cambiare i segnali stradali, con una spesa pari a circa 76.000 euro per la Generalitat. Verrà inoltra restituita la velocità massima ammessa nelle strade della cosiddetta zona 80, interessate da questa norma.
Per esempio, nella C-31 (vecchia autostrada di Castelldefelds) si potrà circolare a 100 o 120 km, a seconda dei tratti.
In realtà, però, la zona 80 non sparirà del tutto. Il limite sarà mantenuto per i 25 km più prossimi alla città, dove esiste una transizione alle vie cittadine con limiti di 50 km/h, e nelle strade della prima corona metropolitana.
La “risposta al compromesso elettorale”, come espresso da Puig, ha avuto il sopravvento sulle proteste provenienti dal governo centrale, la comunità scientifica e le associazioni di vittime di incidenti stradali.
Il sistema proposto dalla Generalitat non è comunque definitivo. L’intenzione, infatti è quella di applicare a tutta la zona “ex 80” la velocità variabile, già esistente nella C-31 e C-32 (autostrada del Garraf). Secondo questa misura, la velocità sarà regolata in funzione del traffico.
Ma, per il momento, mancano i soldi per l’installazione dei nuovi pannelli luminosi. E, in attesa che in cassa arrivino i 6 ml. di euro necessari, Puig promette che la misura verrà adottata in toto “prima della fine della legislatura”.
Questa promessa sulla velocità variabile mantenuta soltanto per metà ha sollevato le critiche dei partiti di opposizione, che hanno tacciato CIU di avere “un’opinione variabile”.
Fonte foto flickr
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