29-S, la Spagna si ferma: sciopero generale

Sciopero Spagna

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Mancano meno di 24 ore allo sciopero generale in Spagna, indetto dai 2 sindacati “maggioritari”, CCOO (Confederación Sindical de Comisiones Obreras) e UGT (Unión General de Trabajadores) e appoggiato da tutti i movimenti sociali, associazioni e collettivi piú o meno distanti da queste due rappresentanze sindacali.

Come Spaghetti BCN aderiamo allo sciopero generale ma prima di farlo sentiamo il dovere di spiegare il perché ai nostri lettori.
Innanzitutto siamo italiani che vivono a Barcellona, vivono e lavorano o cercano di lavorare. Per questo siamo soggetti alle leggi in tema di diritti del lavoro dello stato Spagnolo.
Coscienti di questo abbiamo studiato la Reforma Laboral recentemente approvata dal parlamento con la maggioranza di governo.
Prima di analizzarla è da evidenziare come la riforma sia stata dettata in modo unilaterale dalla Unione Europea che in questi anni di crisi impone la politica agli stati membri, violando la loro autonomia, in cambio di un aiuto economico. É successo per la Grecia e succede ora per la Spagna.
Italia e Francia sono giá adeguate alle politiche neoliberiste della UE.
Sono diversi i punti della riforma che aprono una serie di dubbi, ecco quelli che ci sembrano piú…diciamo “singolari”.

Licenziamento

Il licenziamento di un lavoratore non è mai stato così facile.
In Spagna non esiste un vero e proprio articolo che imponga una giusta causa per il “despido“. Ad aggravare questa mancanza di tutela per il lavoratore si sono introdotte ed approvate 2 aggravanti:
1. un lavoratore licenziato prima riceveva un’indennità di 45 giorni di stipendio per anno lavorato. Ora ne riceverá solo 20 e parte di questi giorni saranno pagati da un Fondo di Garanzia dello Stato, ovvero soldi pubblici. Quindi facendo 1+1, parte delle tasse che paghiamo andranno, tramite questo fondo di garanzia per gli imprenditori, alla nostra azienda per pagarci il licenziamento.
2. un lavoratore puó essere licenziato se l’azienda dichiara una previsione di perdita nel bilancio per l’anno successivo. Ora immaginatevi di dire ad una persona “se dimostri di aver fame puoi mangiare gratis“. Pensate che vi dica mai che è sazio? :)

Come al solito spetta al lavoratore aprire una vertenza (spesso senza l’aiuto dei sindacati) e pagare di tasca propria una causa per dimostrare che l’impresario basa le sue previsioni su dati non corretti.

Pensioni

Sulle pensioni la direzione è quella presa dalla Francia: congelamento delle pensioni e innalzamento dell’etá pensionabile a 67 anni. Dopo i 67 anni potete avere il tempo per curare una vecchiaia ormai incalzante dopo una vita passata al lavoro.

Centri di impiego

La riforma toglie fondi e funzionalitá agli attuali uffici di collocamento in favore di quelli privati. In Italia, come sappiamo bene, è già così da tempo con gli effetti che tutti conosciamo (uffici di lavoro interinale privato dove il lavoratore è pura merce di scambio).

Riduzione della spesa pubblica

Innanzitutto il taglio del 5% del salario. Una decisione unilaterale presa per far fronte alla crisi aperta dal disastro delle speculazioni immobiliarie e gli effetti della finanza creativa o fresh finance.
I titoli erano tossici, il lavoratore paga con il 5% del suo stipendio.
La riforma impone una drastica riduzione della spesa pubblica.
Finché si pensa ad apparati burocratici e poco efficienti, ovvero una razionalizzazione della spesa, la cosa è condivisibile.
Purtroppo peró la riduzione riguarda anche settori come l’educazione e la sanità.
Pochi soldi alla scuola portano a poca qualitá favorendo l’educazione privata a pagamento.
Volete che i vostri figli accedano ad una educazione di qualitá? bisogna pagare.
Far perdere qualitá alla sanitá pubblica in favore di quella privata assume macabri contorni.
Se per l’educazione il problema è una formazione specializzante per un futuro, una sanitá pubblica inefficiente implica che chi non ha soldi non puó curarsi da malattie.

Questi sono solo alcuni punti che riteniamo importanti che si sappiano.
Ora un pò di informazioni pratiche come è nel nostro stile :)
Domani 29 Settembre ci sará mobilitazione a partire dalle prime ore della notte in tutta la cittá fino alla manifestazione unitaria prevista alle ore 18 e con partenza dall’incrocio tra Diagonal e Pg. De Gràcia.
Benché i sindacati maggioritaria abbiano “pactado” il rispetto dei servizi minimi di trasporto con lo Stato Centrale e la Generalitat, vi consigliamo caldamente di pensare a forme per muoversi alternative (bicicletta) e farlo con largo anticipo.

Indipendentemente da ció che succederá e dalle vostre posizioni, vi auguriamo una giornata solare, civile e di partecipazione! :)

Mezzi di trasporto

Il governo spagnolo ed i sindacati hanno concordato di garantire un servizio minimo nel
settore dei trasporti (aereo e ferroviario) tra il 20% al 40%.
Negli aeroporti sará garantito il 10% dei voli nazionali, 40% degli intercontinentali e 20% dentro la UE.
La Generalitat ha definito la percentuale di garanzia in un 25% per i servizi di competenza autonoma:
Ferrocarrils, Metro, Bus, Rodalies e Tram.
Gli orari in cui saranno concentrati i servizi sono quelli di punta per i lavoratori (che non parteciperanno allo sciopero):
dalle 06.30 alle 09.30 e dalle 17.00 alle 20.00.
Consigliamo comunque di informarsi caso per caso (soprattutto per i voli) e di non confidare molto sulla garanzia dei servizi minimi
già che alcune stazioni di metro potranno essere prese d’assalto dai manifestanti con il conseguente blocco delle stesse.
Se avete tempo potete spulciarvi il bollettino della Generalitat sui Serveis Minims per domani

Informazioni:
Sito CCOO
Sito UGT
Collettivo Movimento del 25-S

fonte foto flickr

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