
Con un nome come quello del nostro sito, che rende tributo al piatto nazionale per eccellenza, non potevamo non annoverare tra i nostri intervistati chi si chiama “Don Pasta”.
Spaghetti Bcn ha incontrato Daniele De Michele alias Don Pasta, di passaggio a Barcellona – alla Cova de les Cultures – per un lancio in anteprima del suo nuovo spettacolo, che sarà in tournee in Italia a partire dal mese di aprile (vedi date nel sito dell’artista): Cook and Roll Circus.
Una citazione dalla prefazione del suo ultimo libro Wine Sound System, a cura del jazzista italiano Paolo Fresu, rivela in poche righe molto del lavoro di questo eclettico dj:
“Ogni parola di Don Pasta rimanda a un plurisignificato che è musica e gusto, colore e suono. Il tintinnio di un calice di rosso d’annata si sposa con un racconto di jazz e una nota di sassofono prelude al piacere della buona tavola quanto l’ascolto di un vecchio vinile profuma di confetture della nonna o di Malvasia fatta in casa”.
Di seguito la gastronomica intervista con il “gastrofilosofo musicale” Don Pasta, che ha saputo accomunare un “trittico di passioni” (musica, gastronomia, scrittura), creando deliziosi monologhi multimediali che viaggiano tra l’Italia, la Spagna e la Francia e raccontano di … ricette della nonna, migrazioni, delusioni amorose e temi più vasti e profondi con la leggerezza e l’ironia di un John Belushi del Salento.
Intervista :
SpaghettiBcn. Allora Daniele quale sarà il “primo piatto” dello spettacolo?
Don Pasta. Il piatto dello spettacolo? Intanto, lo spettacolo rappresenta la pasta fatta in casa che io farò proprio a mano, tra l’altro, coadiuvandomi di una macchina per la pasta Imperia, che in un certo senso è un progresso a volte contestato dai maestri della pasta … perché loro la fanno a mano. Però, la macchina della pasta Imperia ha un ché di anni ’50 che piace molto a chi ha a cuore la grande cultura italiana della cucina. Di fondo, lo spettacolo è un viaggio, un viaggio fra i gusti, i profumi, i piatti. Parlo di molti piatti, anche piatti spagnoli. Quelli spagnoli sono per forza di cose: los pimentos del padron, il polpo di Galizia, la tortilla … Ma si tratta di un vero e proprio viaggio fra i piatti, mentre io cucino.
S.B. Come e quando nasce Don Pasta?
Dp. Io facevo il dj. Ho fatto il dj per molto tempo e continuo ancora a farlo, a volte, in giro un po’ ovunque e in Francia, a Parigi, mettevo musiche in un bar senegalese. In questo bar, alla fine del dj set, “mi obbligavano” a cucinare la pasta e furono loro un poco giocosamente che in omaggio a “Don Corleone” mi diedero del ‘Don Corleone della pasta’, il Don Pasta … uomo di rispetto della pasta…
S.B. Un tuo piatto fetiche?
Dp. È il caso di dire che il mio piatto fetiche, il centro di tutto il mio lavoro è “la parmigiana di melanzane”, perché in un certo senso rappresenta questo sproposito del cibo popolare che poi non lo è fino in fondo perché ha una certa armonia e delicatezza. La cosa buffa è che la melanzana alla parmigiana – e soprattutto quella nella versione salentina che ha poi dato il là a tutto il mio lavoro – è una sorta di accumulazione indefinita d’ingredienti. La cosa affascinante è che poi quando si mangia sembra quasi leggera … c’è una sorta di magia. Infine, è il mio piatto fetiche perché penso che descriva perfettamente quello che io voglio raccontare: la generosità della cucina popolare. Fare un piatto così ricco aveva come unica funzione quella di costruire una comunità attorno a un tavolo.
S.B. Dj, economista, appassionato di cucina… da dove trai ispirazione maggiormente per i tuoi spettacoli: da un bel piatto di stagione di frutta e verdura, da una canzone dei Massive Attack o dalla prima pagina del Sole 24 Ore?
Dp. (ride) … Scartando sicuramente la terza … – anche perché la mia formazione di economista è soprattutto legata all’agricoltura – la domanda è cattiva … non saprei cosa scegliere. Probabilmente le due prime cose: l’unione perfetta fra una canzone che ti riscalda il cuore e il momento bello del cucinare. I Massive Attack sono effettivamente, per me, uno dei gruppi più importanti perché hanno segnato ancora una volta la rottura di tutte le barriere: è un caldo sole assieme a tutte le influenze possibili… E’ quello che io cerco di fare anche in cucina, ovvero rompere le barriere.
S.B. Parlaci del tuo libro: Food Sound System.
Dp. A cui ha fatto seguito, per altro, il secondo Wine Sound System. Sono Due e hanno come punto di riferimento la musica, nel senso che il gioco fondamentale era questa unione fra le mie conoscenze di dj, che poi sono quelle in cui sono più ferrato, e questa passione molto godereccia per il mangiare, il mangiare e il bere. Raccontare Coltrane, a un certo punto, mi ha obbligato a chiedermi come posso raccontare le mie più grandi passioni, che sono quelle della musica? Raccontare i Clash, Miles Davis, l’elettronica, il punk… Lo stesso piacere che io provavo nell’ascoltare musica, lo provavo in queste grandi tavolate, oppure nel cucinare, in questo momento molto intimo del cucinare, e allora le due cose, stranamente, un po’ per magia e un po’ per gioco, si sono unite e hanno fatto Food Sound System.
SB. Tu vivi tra Italia, Francia e Spagna. Allora, meglio un Sauternes e fois gras, un Brunello di Montalcino con salame felino o le patatas bravas?
Dp. (ride) … Meglio, guarda faccio un gioco, meglio il cuscus, per non rispondere. Meglio il cuscus … no, giusto per rispondere, meglio l’unione di tutte le grandi culture mediterranee, nel senso che quello che mi rappresenta, poi mi sono accorto, che è il mediterraneo, la Grecia, la Tunisia, il Marocco e questa grande conoscenza soprattutto degli ortaggi dei legumi, benché a me piaccia la carne, però partire dagli elementi più poveri e poi avere come punto di riferimento l’olio…
SB. E per finire, Daniele un dessert?
Dp. Allora un dessert il cioccolato. Non c’e’ niente da fare … potremmo andare a cercare cose particolari, però un fondant au chocolat … questa è una ricetta francese, non so come si possa tradurre in italiano. Diciamo che c’e’ questo cioccolato che si gonfia e diventa all’interno completamente caldo, una sorta di crema di cioccolato dentro e fuori una sorta di brioche: cioccolato, uova e burro. Una sorta di sproposito ufficiale, che è perfetto nei momenti di grande sensualità o nei momenti di grande solitudine.
SB. Bene, grazie ciao.
Dp. Ciao, grazie e buon appetito!
Per ulteriori informazioni su Don Pasta: www.donpasta.com
Registrazione:
Estratto dello spettacolo: Cook and Roll Circus – Barcellona, Cova de Les Cultures (23/03/2010).
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Foto di Luna Coppola
23/03/2010.
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