
Antoni Tàpies è l’artista catalano più internazionale e a Barcellona fu creata venti anni fa una Fondazione a lui dedicata, che occupa un bel palazzo modernista in Aragò 255. Qui è raccolta tutta la “memoria” del pittore e scultore che, ogni anno, viene alimentata dalle nuove opere dell’artista, ancora molto attivo, nonostante i suoi 86 anni. Il 3 marzo, dopo due anni di chiusura per restauro, è stata riaperta la Fundació Antoni Tàpies.
Con la ristrutturazione, che oltre a rimodellare le sale dell’esposizione del primo piano ha recuperato un secondo piano per le attività rivolte al pubblico, la fondazione si propone di continuare la sua opera di diffusione e promozione della cultura e dell’arte contemporanee e, naturalmente, delle opere di Antoni Tàpies. Non è mai facile avvicinarsi all’arte moderna, ma, grazie a questo spazio rinnovato, i responsabili della Fondazione, e l’artista, si propongono di “facilitare l’accesso e la fruizione di questo tipo di arte al cittadino medio”.
Per questo motivo, in occasione dell’inaugurazione, le porte della fondazione saranno aperte al pubblico gratuitamente nei giorni 5/6/7 marzo dalle 10:00 alle 20:00, durante i quali si realizzeranno visite guidate e attività speciali (vedi agenda).
La prima esposizione ospitata nelle nuove sale “Antoni Tàpies ells llocs de l’art” (Antoni Tàpies, i luoghi dell’arte) presenta lavori poco conosciuti e realizzati da Tàpies nel corso degli ultimi venti anni. Nel sottosuolo, inoltre, si potranno ammirare pezzi della collezione privata del Maestro: da un Corano del XV secolo a una sutra buddista, esempi di scrittura giapponese, disegni di Picasso, vasi funerari egizi …
La polemica del calzino…
Qualche giorno prima della riapertura, avvenuta alla presenza delle autorità cittadine, molti media hanno “rispolverato” una polemica sorta attorno ad una fantomatica scultura “il Mitjó” (Il Calzino), che dal 3 marzo ha finalmente trovato il suo spazio espositivo sulla terrazzina della fondazione. Questo famoso “calzino d’autore”, era stato commissionato nel 1991 a Tàpies per la sala ovale del MNAC. Ma, a seguito di una furibonda polemica cittadina, l’allora direttore del museo decise di ritirare l’incarico. Oggi, un calzino “ristretto” – all’origine doveva misurare 18 metri e avrebbe dovuto essere accessibile al pubblico, mentre quello attuale raggiunge i 2,85 metri – è la scultura stella della fondazione e sarà possibile vederla su appuntamento previo.
Per ulteriori informazioni: http://www.fundaciotapies.org
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