
È un progetto che nasce da un incontro di amici. Un gruppo composto da Italiani/e residenti a Barcellona si ritrova, l’estate agli sgoccioli, a discutere della situazione in Italia che appare, “soprattutto agli occhi di chi sta fuori”, preoccupante.
Lo sconcerto nei confronti di un degrado culturale, umano, relazionale – quasi tangibile – fa nascere la voglia di fare qualcosa e, da una posizione di privilegio … “di chi non è bombardato quotidianamente da un’informazione volgare e martellante…”, prende corpo un manifesto di riflessione e il progetto de Lo Sbarco: organizzare una nave che parta da Barcellona e arrivi a Genova o Civitavecchia e che, attraverso una serie di manifestazioni durante il viaggio e in loco, ricordi la nostra Costituzione, la sua origine laica e pluralista, ribadendo la centralità della democrazia.
Spaghetti bcn incontra Andrea De Lotto, maestro della scuola italiana di Barcellona, uno degli ideatori di “Lo Sbarco”.
Spaghetti bcn. Come nasce l’idea dello “Sbarco”?
Andrea De Lotto. Sono un servitore dello Stato”, un maestro dal 1992. Credo nell’educazione nel senso proprio del termine, centrata sulla trasmissione dell’amore per la cultura e la conoscenza. Oggi, nel mio lavoro con i bambini, mi sembra di tessere pizzi e merletti in un negozio pieno di elefanti… L’estate scorsa con un gruppo di amici italiani (e non solo) di Barcellona abbiamo iniziato a discutere di questo progetto, cercando soprattutto un confronto con quanti vivono in Italia l’attuale situazione di degrado, in particolare culturale. Abbiamo redatto il manifesto e da lì, con una punta di autoironia, è nata l’idea di un’azione concreta, con l’intento di dare un sostegno a coloro che continuano a resistere a fatica al lento disfacimento di quelli che sono i nostri valori di base: libertà, democrazia, solidarietà …
S. In che cosa consiste la vostra protesta?
A. È un modo pacifico, gioioso di ribadire quello che non ci va bene dell’Italia, ma soprattutto di dire ciò che vogliamo. È una denuncia di un degrado continuo; un processo lento e inesorabile, iniziato più di venti anni fa, causato, tra l’altro, dal soppravvento della televisione sugli altri mezzi per fare cultura.
S. E quale il rimedio secondo voi?
A. Vogliamo andare oltre la politica, ancor più quella dei partiti, e ritornare a una sorta di pre-politica. Di questo degrado culturale vediamo soltanto la punta dell’iceberg, ma il problema è più radicato e profondo. La “convalescenza” sarà lenta, lunga e potrà avvenire soltanto con “l’educazione”, ma anche attraverso iniziative e gesti concreti, puntuali, di scossa dell’opinione pubblica e di una presa di coscienza delle proprie risorse, delle proprie potenzialità.
S. E quindi “una spedizione” in Italia, in nave …
A. Si qualcuno aveva ipotizzato un treno, un aereo, ma ha prevalso l’idea della nave, carica di simbolismo: un mezzo, inoltre, che ha tempi ai quali rischiamo di disabituarci.
S. Parliamo del simbolismo.
A. Intanto nel 2010 ricorre il 150º anniversario dello Sbarco dei Mille in Sicilia. Un’impresa che può essere certo criticabile in quanto militare e che in parte deluse le aspettative della gente del sud, ma resta memorabile per L’Italia. In ogni città italiana esiste almeno una via o una piazza dedicata a Garibaldi. Ora il nostro “sbarco” riecheggia anche con simpatia e un po’ di ironia quello dei Garibaldini. Ci sentiamo vicini, nello spirito, a quel momento di grande speranza del Risorgimento italiano. Vorremmo, 150 anni dopo, ricordare quell’impresa e dare in questo modo il nostro contributo a un auspicato cambiamento. Recentemente, abbiamo presentato Lo Sbarco in occasione di un convegno e abbiamo fatto la nostra entrata sventolando il tricolore, chi l’avrebbe mai detto … La nave, infine, non è solo un mezzo di trasporto, ma diventa un grande contenitore in cui ci si ritrova, si discute, si approfondiscono temi, si fa festa insieme. Ecco, l’idea è un po’ questa: coinvolgere persone che credano nei valori fondamentali di uguaglianza, giustizia, libertà … e vogliano condividere il viaggio con noi attraverso questo pezzo del Mediterraneo.
S. Esiste un confronto anche con gli “Italiani d’Italia”?
A. Certo, non vorremmo essere percepiti come dei “presuntuosi” che, pur essendo italiani, vivono all’estero in una situazione di privilegio. Abbiamo innanzitutto coinvolto conoscenti e amici che vivono in Italia. Ci sono giunte molte risposte positive ma anche alcune critiche che ci hanno aiutati a smussare gli angoli e a chiarire, anche a noi stessi, come volevamo portare avanti il progetto. L’idea è quella di erigere un ponte ideale sul Mare Mediterraneo, tramite il quale condividere le tante problematiche che accomunano, tutto sommato, Italia e Spagna, come la questione dell’immigrazione, la crisi economica, il problema del lavoro…
S. A chi è indirizzato questo viaggio?
A. Agli italiani che vivono a Barcellona e nel resto della Spagna, ma non solo. Vorremmo coinvolgere anche i nostri “ospiti” catalani e altri paesi in cui vivono i connazionali. Vorremmo, simbolicamente, arrivare a raggiungere le 1000 persone. Ci piacerebbe, infine, creare sinergie con chi si trova dall’altro lato, in Italia. Stiamo cercando di coinvolgere persone con le quali organizzare delle iniziative nel porto di arrivo.
S. In concreto, come si sviluppa il progetto?
A. È stato lanciato 3 settimane fa sul nostro blog. È ancora in fieri e viene definito passo dopo passo. Stiamo prendendo accordi con navi di linea – ma non escludiamo anche altri tipi di “imbarcazioni” – per ottenere un prezzo popolare (intorno a 100 euro a persona). Vorremmo partire in occasione del ponte (almeno per i catalani) di San Giovanni, dal 24 al 26 giugno 2010. La partenza avverrà il giovedì sera. Approfitteremo delle 22 ore di navigazione per incontrarci, discutere, fare festa. L’arrivo a Genova (o Civitavecchia) è previsto per la sera successiva. Qui, ci sarà una serata, poi si dovrà procedere all’ospitalità per una notte (con modalità ancora da valutare). La mattina dopo, sabato, verrà organizzata una manifestazione in una piazza con interventi di chi ci avrà appoggiati: gruppi, intellettuali, artisti. Vorremmo coinvolgere anche dei premi nobel e tutte le persone che stanno dimostrando il loro interesse. Sabato sera la partenza e domenica il rientro.
S. Avete già avuto adesioni?
A. Si, da Barcellona ma anche dal resto della Spagna: Madrid, Valencia… Una ragazza ci ha scritto dalla Grecia, fa parte dell’associazione Bella Ciao … Confidiamo in questi collegamenti, da cosa nasce cosa e ci piacerebbe coinvolgere altri Italiani all’estero, residenti in diversi paesi.
S. Che cosa succederà da qui a giugno?
A. Dobbiamo concretizzare “il pacchetto” (viaggio e ospitalità per una notte) e dare sempre più voce al progetto. Cercheremo di sfruttare ogni occasione d’incontro con italiani noti che passano da Barcellona, com’è avvenuto recentemente con l’Eurodeputato Luigi De Magistris e il giudice Roberto Scarpinato, ai quali abbiamo potuto raccontare in breve il nostro progetto. Parallelamente, organizzeremo delle iniziative mirate a dare visibilità e a raccogliere fondi in modo da poter, tra l’altro, sovvenzionare il viaggio a chi non possa permettersi di pagare il biglietto.
S. Qual è la motivazione che dovrebbe spingere ad aderire all’iniziativa?
A. L’amore per il proprio paese e la cultura. La difesa di una serie di
valori che paiono essere messi pericolosamente in discussione… è un’occasione da cogliere, una scommessa.
Per ulteriori informazioni: www.losbarco.org/ – Gruppo su Facebook
e-mail: contatto@losbarco.org
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Domani, 25 aprile 2010, la Nave dei Diritti sarà presente con uno striscione alla manifestazione di Milano… Appuntamento intorno alle 14,30 davanti al Planetario.
se siete in zona venite.. e se no fate girare!
grazie!
Speriamo che sia l,inizio di un nuovo Risorgimentinfiniti auguri ve li meritate tutti
riccardo tedeschi