Da qualche giorno stanno facendo dei lavori di rifacimento della mia strada. Ogni mattina mi sveglio con il suono delle macchine pneumatiche che bucano la strada, mi ci sto abituando ormai lo preferisco al cinguettio degli uccellini…
Stamattina però è successo qualcosa, ad un tratto si sono fermate le macchine. Ero al pc e il silenzio mi ha risvegliato dal torpore tecnologico.
Mi alzo, vado al balcone per capire qual era il problema di tutto questo fragoroso silenzio.
Mi si para davanti agli occhi un’immagine incredibile: tutti gli operai fermi che ammirano l’unico collega al lavoro, quest’ultimo si trova all’interno della trincea che stanno scavando per passare i nuovi tubi, che pulisce delle scale.
Sì, avete capito bene dalla trincea sono apparse delle scale che scendono verso il basso. Si vede uscire dalla terra anche un accenno di galleria.
Acchiappo la macchina fotografica e scendo.
È una seconda entrata al Rifugio 877, uno dei tantissimi rifugi costruiti dalla popolazione per difendersi dai bombardamenti a tappeto su Barcellona, da parte degli aerei italiani.
A fine luglio di quest’anno, sempre la stessa impresa aveva trovato un’altra entrata del rifugio in una via che incrocia con la mia, Passatge Toledo. Se n’è parlato su vari giornali La Vanguardia, El Punt e anche sul sito Barri Sants e sul blog Memoria de Sants.
Un signore lì presente mi ha raccontato che il rifugio nel dopo guerra è stato usato come pozzo nero, in cui confluivano le fogne delle case di tutta la strada. Negli anni ‘70 durante dei lavori, hanno bucato la cupola della galleria e si è avuta una fuoriuscita di gas, accumulato all’interno del rifugio a causa dell’accumulo di acque reflue. Così si scoprì l’esistenza del rifugio, ormai dimenticato da anni.
A Barcellona durante la guerra civile, in soli 2 anni sono stati costruiti circa 1400 rifugi antiaerei, di cui 288 solo nel barrio di Sants.
La costruzione è opera dei barcellonesi, auto-organizzati. Vecchi, donne e bambini tutti all’opera in un’impresa che ha dell’incredibile.
L’associazionismo dei veins ha salvato migliaia di vite umane.
L’esperienza dei rifugi di Barcellona è stata studiata dall’Inghilterra per salvare la popolazione di Londra durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, purtroppo per vari motivi, soprattutto politici, questo grande insegnamento di cooperazione sociale non è stato colto e purtroppo in quegli anni a Londra morirono tantissimi civili, quasi 4 volte di più che a Barcellona anche se la forza dei bombardamenti fu di molto inferiore a quelli subiti dalla capitale catalana.
Moltissimi purtroppo sono andati perduti, altri sono ancora sottoterra aspettando tempi migliori.
Pochissimi sono stati recuperati, da quello che so, solo 2 sono visitabili. Uno si trova sotto Plaça Revolucio (mi pare) a Gracia ed è diventato parte di un posteggio sotterraneo, l’altro invece è stato quasi completamente recuperato.
È il Refugi 307 in Carrer Nou de la Rambla 169 a Poble Sec, la visita costa soltanto 3€ ed è molto interessante, una guida molto preparata spiega tutto sulla storia e la costruzione.
In un tratto della galleria vi faranno provare la sensazione della gente che si rifugiava durante i bombardamenti, con effetti sonori molto realistici.
Una grande parte di questa memoria storica sotterranea della città adesso è in pericolo a causa dei lavori dell’AVE (TAV come si dice in Italia) che dovrebbe attraversare la città passando anche sotto la Sagrada Familia.
L’entrata del Rifugio 877 resterà aperto per qualche giorno, fino a quando non si deciderà come far avanzare i lavori senza danneggiarlo. Se vi interessa dargli un’occhiata Si trova in Carrer Toledo.
Di seguito alcune foto che ho fatto stamattina.
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impressionante!!
per qualche giorno quindi dormirai tranquillo