
Qualche giorno fa, esattamente il 27 Marzo, è uscito sul sito di Max (non so se anche sul cartaceo) un articolo su Barcellona.
Si intitola “Barcellona. Fiesta o siesta?” è un pezzo molto lungo, diviso in 3 pagine scritto da Raffaele Panizza, corredato da foto molto belle di Serena Salvadori.
La lettura di questo articolo ha scatenato una serie di discussioni con vari amici, catalani e italiani. Ci siamo chiesti perché viviamo qui? Perché abbiamo scelto questa città? Cosa ci fa restare?
L’articolo è una dura critica a Barcellona, il giornalista smonta uno per uno, i luoghi comuni sulla città catalana, citando dichiarazioni di Italiani che vivono a Barcellona.
L’autore cerca di spiegare la nostra scelta di vita, con un accanimento a mio parere un po’ eccessivo, Barcellona ha tantissimi problemi, questo è vero, ma nulla in confronto a qualsiasi città italiana.
La critica parte dalla Movida barcellonese che non è altro che un’invenzione per spillare soldi ai turisti.
I locali sono anonimi e fuori è vietato tutto, bere, fumare, sostare ecc. Tutte questioni che chi abita da qualche mese qui conosce benissimo.
Ma mi chiedo, chi veramente, Erasmus esclusi, è venuto a vivere qua per la movida o per il botellòn?
Dopo due giorni che ci stai te ne accorgi subito che non è il posto adatto.
Se avessi cercato una movida notturna degna di questo nome, sarei rimato a Palermo, città che ho abbandonato nel 2000. Locali aperti tutta la notte, prezzi bassissimi, massima libertà… Palermo come tante altre città universitarie è un ottimo posto per divertirsi è inutile espatriare e non credo che gli italiani barcellonesi stiano cercando questo…
Il punto centrale dell’articolo a mio parere è il lavoro. Si parla di stipendi molto più bassi che in Italia, cosa che è vera solo al nord, in Sicilia le persone che guadagnano 1000 euro al mese sono molto poche. Gli stipendi bassi, però qui ti permettono di vivere. Ho amici che vivono con 700€ al mese, pagano una stanza (piccola), le spese, i divertimenti e fanno una vita dignitosa, vorrei proprio vedere chi in Italia riesce a vivere con questa cifra in una città come Roma o Milano…
…se hai curriculum e capacità, qui nessuno s’interessa alla tua carta d’identità. Nessuno chiede “chi ti manda”» puntualizza Carlo Andreoli..
Ecco il punto, se hai qualcosa da offrire, qui valorizzano le tue capacità, non hai bisogno di conoscenze, di amicizie o di lavorare per anni gratis.
E vi pare niente?
È questo credo il perno della discussione: molti scelgono Barcellona, per una vita dignitosa, per avere quello che ci spetta senza dover elemosinare i diritti.
Dopo una vacanza di un mese, ho deciso di vivere qua. Non sono interessato alla movida. Il lavoro me lo sono portato dall’Italia. Perché mi sono trasferito?
Massimo Basile, alla fine dell’articolo mi ha tolto le parole di bocca:
«Perché resto a Barcellona? Perché questa è l’Italia così come la vorrei»
E tu perché hai deciso di vivere a Barcellona?
Fonte immagine flickr
17/10/2009.
Vi sarà capitato sicuramente in metro, autobus, al bar…insomma nei posti più disparati, di aver incontrato italiani, di aver sentito qualcuno parlare in italiano, o addirittura in uno [...]
04/09/2009.
La rivista americana Forbes ha chiesto a 10.000 persone di 20 paesi del mondo quale fosse per loro la città più felice del mondo e da questo sondaggio [...]
06/04/2010.
Vivere a Barcellona, senza esservi nato. Per molti un desiderio, per altri una realtà o una obbligata necessità. Sono tante le motivazioni che portano stranieri da tutta Europa [...]



Vivo a Barcellona da circa tre anni. L’articolo di Max citato qui dice molte verità. Concordo anche con il fatto che, per certi versi, si accanisce su cose che ormai sono anche scontate: Barcellona è cambiata, potremmo dire anche in peggio (dipende comunque dai punti di vista), ma resta sempre una città estremamente vivibile, a differenza di tante altre città italiane.
C’è anche da dire che sono cose scontate per chi la conosce. La maggior parte degli italiani in Italia pensano tutt’ora che Barcellona sia un paradiso terreste. Non è così. E’ solo un mito, qualcosa che non esiste più. Barcellona è una normale città, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Se ci sono così tanti italiani che restano, nonostante la movida di una volta è “morta”, significa che qualcosa di buono c’è…
La faccenda del lavoro su tutte, anche se adesso sono tempi duri anche qui.
In definitiva credo che quell’articolo sia comunque da leggere, soprattutto da coloro che sognano di trasferirsi a BCN sperando di trovare chissà quale paese dei balocchi.
Chiunque pensi di venire qui solo per il divertimento, la vita undergroung, ecc., si sbaglia di grosso.
Barcellona è altro, o meglio, è diventata altro.
Vivo qui da 2 anni e devo dire che mi trovo bene. Non avrei motivi per lasciare questa città. Ho un lavoro a tempo indeterminato (per quello che vale…), una normale vita sociale e mi sento perfettamente integrato a Barcellona. In definitiva questa città mi offre tutto quello che mi serve, sia al lavoro che nella vita quotidiana.
Sulla questione movida, si è vero che Barcellona è cambiata. Sempre più commerciale e modaiola, e gli italiani qui fanno scuola… ehehe
Al centro sopravvivono solo i locali tipicamente turistici. Nessuna vita underground. Questo è triste, ma non bisogna generalizzare ed esagerare. Ci sono comunque tante cose interessanti nella notte barcellonese. Dipende dai punti di vista.
Credo rimarrò ancora a lungo.
Vivo qui da quasi due anni. Che dire, Barcellona è esattamente la città che avevo conosciuto quando venni in vacanza.
Il centro è un parco giochi per turisti, ma Barcellona non è solo Rambla, barrio Gotico e Raval. Ci sono tanti altri quartieri, ognuno con le sue caratteristiche, e molto più catalani.
Il fatto che adesso manca (sembra che prima fosse diversa) una vita notturna tipica di tante altre città europee è vero. Ma credo che chi sia venuto qui valutando per bene la situazione abbia messo questo aspetto in secondo piano. Di certo non fa piacere che stia diventando una città sempre più commerciale e sterile (ma solo sotto questo punto di vista), ma ci sono anche altre priorità quando si decide di fare un’esperienza all’estero. Basarsi solo sulla vita notturna ed il divertimento è tipico degli studenti Erasmus più festaioli, per i quali ormai Barcellona non è più una meta ambita.
Sono d’accordo con il discorso sul nazionalismo che a volte risulta davvero pesante. Va bene conservare la lingua, le tradizioni e l’identità popolare in genere, ma esagerare, come fanno spesso i catalani, risulta fastidioso. Non dimentichiamo però che qualunque ostacolo si supera imparando il catalano, è una lingua davvero facile per noi italiani…
L’unica cosa che ritengo assurda è invece il costo delle case e degli affitti, decisamente sproporzionato allo stipendio medio. Ma questo non è solo un problema di Barcellona. Chi ha girato un minimo lo sa.
Non so se rimarrò ancora a lungo ma finora, tutto sommato, mi sono trovato bene.
Io vivo a Barcelona da relativamente poco tempo, diciamo 6 mesi, e se devo dire la verità sono finita qui un po’ per caso!Non ho letto l’articolo uscito su Max riguardante Barcelona e non so neanche dirvi come sia cambiata la movida notturna, l’unica cosa che posso dirvi è che ho deciso di rimanere a vivere qui.Il motivo?…molto semplice…qui ho la possibilità di fare il lavoro che mi piace e per cui ho studiato.Io sono ricercatrice, e come forse alcuni di voi sapranno, in Italia è impossibile lavorare.Qui lavoro in un centro di ricerca chiamato Center for Genomic regulation, un centro internazionale e d’eccellenza.Ho un buono stipendio che mi permette di vivere bene, la città anche se grande è a misura d’uomo.Da quello che ho potuto vedere e vivere Barcelona offre un po’ di tutto,sei tu a scegliere cosa fare.In Italia avrei avuto molte poche possibilità di fare questo lavoro e farlo bene,con tutti i mezzi necessari…e poi si chiedono perchè gli italiani fuggono dall’Italia?!?!
Il mio giudizio su Barcelona è molto positivo!
Io credo che la vera domanda non è perchè scegliamo Barcellona, ma perchè scappiamo dall’Italia? Quando uno si trasferisce per vivere di certo non pensa ai locali che troverà o alla movida o alle tendenze, sono tutte cose a cui può pensare un turista nel scegliere la sua meta di viaggio o un Erasmus, come già si è detto.Ma quando lasci un luogo per un altro lo si scegli in base alle condizioni di vivibilità.Barcellona non è un paradiso, ma è una città fatta a misura di persona, è vivibile, e per quanto sia molto legata all’Italia, mi ha fatto affetto tornare a Roma dopo solo 3mesi quà, e pensare che la mia scelta di andarmene non era stata sbagliata, Camminare attraverso il traffico romano, sui marciapiedi\toilette italiani, tra l’immondizia e chi più ne metta, sperando che l’ultimo metro non sia partito di sabato sera sennò ti tocca il notturno, tutto questo mi ha fatto vedere i mille pro della mia scelta. Non vivo da molto a Barcellona, sono quì per studiare Arcitettura, e quello che ti offre quà l’università in Italia per 3anni me lo potevo sognare,o semplicemente dovevo iscrivermi in una università privata. Tutto questo per dire, che non si tratta di Paradiso o no, si tratta solo di comparrare da dove si parte e dove si arriva.
No, non sono per niente d’accordo con questo articolo. Anch’io ho scelto Barcellona, e non per passeggiare per le Ramblas … assieme alle prostitute. (Ma vogliamo parlare dei viali di Viareggio, o delle zone “out” – come scriverebbero a Max – della Milano dei trans.?). Anch’io mi sono portata dietro il lavoro, un compagno e un bambina che va all’asilo. Ecco, oltre alle opportunità lavorative che non necessitano i vari “mi manda Picone”, la citta’ e’ amica dei bambini. Possono respirare senza essere avvolti da nubi tossiche; giocare nei numerosi parchi con ludoteche gratis e aperte a tutti; andare a concerti e spettacoli vari a costo quasi zero. Stessa offerta ludica, culturale e notturna per gli aduli, a costi molto “popular”. Vero, Barcellona è stata “ripulita”; è forse una città troppo a misura di turista e meno a favore dei suoi abitanti. Ma trovo questo e molti altri argomenti della giornalista piuttosto faziosi: gira al negativo pure il fatto che la città venga regolarmente pulita la notte … e quando si dovrebbero fare le pulizie, secondo lei? In più ha un atteggiamento piuttosto denigratorio, mi sembra, verso gli italiani, poveri illusi!, che si sono spostati: come se avessero tradito la madre patria (ops.!). Una visione molto miope e provinciale di chi ancora non ha capito che i confini “patrii” (ovviamente limitati per questa giornalista al triangolo d’oro: Piemonte, Lombardia e Veneto) non hanno piu’ nessuna ragione di esistere. Siamo tutti europei, ci spostiamo liberamente per vivere, lavorare, studiare etc., e alcune città, non necessariamente italiane, sono migliori di altre; tra queste, per me, Barcellona vince.
Io vivo a Barcellona da 7 mesi e provenendo da Milano non è difficile immaginare quanto migliore sia la qualitá della vita qui a Barcellona.
Sono venuto qui perchè arrivato ai 40 avevo realizzato il sogno del medio borghese milanese: appartamento di proprietá, lavoro con stipendio dirigenziale in una multinazionale americana, fuga nella casa in campagna nei weekend, poi mi sono chiesto se era quello che volevo e la risposta ……beh quella la potete immaginare.
Adesso vivo in una cittá di mare, con un clima ottimo (anche se ho beccato l’ anno peggiore) ma soprattutto quello che amo di Barcellona è che mi ricorda la Milano di 20 anni fa, mi spiego meglio: la presenza del commercio al minuto e l’ identitá del quartiere ti permettono di vivere al tuo ritmo; posso scegliere tra 3 supermercati a 5′ di cammino, 4 pescherie, un numero impressionante di ristoranti, cinema, farmacie, insomma tutti i servizi che quotidianamente agevolano la vita sono a “distanza pedonale”, la macchina o la moto mi servono solo per andare a lavorare.
A Milano il punto di riferimento è diventato l’ Ipermercato ed in Centro Commerciale, senza macchina è diffcilissimo vivere, e se vuoi uscire la sera devi calcolare il tempo dello spostamente, il tempo del parcheggio e quanto ho finito la somma giá mi è passata la voglia di uscire.
Inoltre non mi manca per nulla l’ importanza dell’ apparire che permea la vita milanese, dove devi avere il macchinone ( qui i SUV si contano sul palmo di una mano), avere il vestito di marca, andare nel locale figo e mangiare nel ristorante alla moda; qui quando mi guardo in giro e vedo come veste la gente e come si diverte con una caña ed un piatto di bravas, in uno dei mille bar fumosi di Barcellona, mi si apre il cuore.
Ho ancora l’incanto del neoarrivato, spero che mi passi il piú tardi possibile e quando sará io e mia moglie cercheremo un altra destinazione per non smettere mai di sentirci padroni della nostra vita e provare ad essere felici.
secondo me come dice VIVI sopra, bisogna chiedersi perchè uno scappa dall’italia; perchè è preferibile vivere qui con 850 euro al mese che in una nostra grande sporca città (e chi ce la fa a vivere a roma o milano con 800 euro?).
sinceramente della “movida” (che poi, etimologicamente parlando, era un fenomeno culturale degli anni ‘80, punto) chissenefrega….la movida te la fai te…….
Ma come e con che coraggio si possono scrivere tutte quelle falsità su barcelona?
Barcelona è una città stupenda,sole,mare,divertimenti,pulita,efficente…
Chi ne parla male è solo per pura invidia,l’ho sempre pensato,(specie se ha parlarne sono italiani),invidiosi di tutto ciò che è meglio al di fuori dei propri confini.
Qui c’è turismo,vi siete mai chiesti del perchè?In italia?carenze strutturali,città sporche,gente maleducata,affitti solo per ricchi etc…Prima di parlare guardatevi lo schifo che avete in casa vostra,soprattutto a chi ci vive e ne parla male,che cosa fate,stutate nel piatto dove mangiate?I soliti provinciali che sono convinti che solo in italia si mangia bene,ci vi veste bene,già come se queste cose sono fondamentali nella vita!
VIVA LA SPAGNA! VIVA BARCELONA!
AH,sono trapiantata a BCN…..
ho letto l’articolo di max. credo che l’errore che fa il giornalista è proprio quello di scrivere “di parte”. è evidente che barcellona non gli è piaciuta, ma questo non vuol dire che deve non piacere a tutti… ci sono molti italiani e stranieri in genere qui che si trovano benissimo, un motivo ci sarà…
quell’articolo, oltretutto non fa un’analisi obiettiva, per niente. quando si parla dei locali, la vita notturna, i mossos rompicazz ok, ha ragione, ma quando si parla di qualità di vita “diurna” e vivibilità si sbaglia di grosso… Barcellona è una città molto ma molto vivibile, comoda, funzionale e accogliente. Ma ammetto pure che qualcuno potrebbe non trovarsi bene, dipende da quello che si cerca e da come vanno le cose.
io probabilmente andrò via da barcellona. l’azienda dove lavoro sta licenziando tutti, chiude per trasferirsi chissà dove. in due mesi che invio curriculum… nada… oltretutto sono stanco di vivere da un anno una stanza media (loro la chiamano grande) a 400 euro al mese, + spese
lascio barcellona per fare un’altra esperienza altrove, ma non posso negare che questa città mi piace e se non fosse stato per lavoro sarei rimasto ancora.
concludendo, penso sia inutile schierarsi tra coloro che amano una città e coloro che la odiano. Il trovarsi bene in una città dipende da un’infinità di cose, e se queste non vanno bene non per forza è colpa della città. Si fa sempre in tempo a cambiare aria e fare altre esperienze.
ogni città offre qualcosa, è un’esperienza, se piace bene, si resta, se non piace, si va via.. tutto qui.
C’è gente vive felice nel paesino di montagna dov’è nato, e li rimarrà. c’è gente che cambia città ogni anno, sempre in cerca di nuove esperienze. Ma nessuno dei due ha torto…
Bah. Cominciare a scrivere su un blog commentando un articolo di panizza su max non e’ il massimo pero si deve pur cominciare.
Il caro Panizza lo avro’ letto 2 3 volte in vita mia dal barbiere aspettando il mio turno quelle rare volte che torno in quello che fu il belpaese e non gode della mia stima sia per quello che ho potuto leggere sia perche’ max parla solo di zinne e profumi.
Io vivo a bcn da solo 8 anni e in realta’ ci sono dei peggioramenti notevoli rispetto a quando sono arrivato pero’ non la cambierei per nessuna altra citta ‘italia.
Movida????? la movida non devi cercarla sulla rambla , io ieri sera sono stato a un pica pica in casa di una amica, siamo stati a casa di lei fino alle 2 (in italia alle 20,15 hai gia la polizia citofonando)e poi a ballare fino alle 6 , ovviamente avrei potuto continuare in uno dei tanti after che puoi trovare fino a mezzogiorno, ma ho preferito andare a letto visto che alle 9 dovevo presentarmi al lavoro non prima pero di aver dato una occhiata a spaghettibcn visto che alla festa un amico mi aveva parlato di questo articolo.
Perche vivo qui?
Impossibile spiegarlo in poche righe ma qui alle 6 di mattina le strade era pieno di gente che andava a casa a piedi, in italia alle 9 non esce neppure calderoli. Qui dopo qualche manganellata agli studenti hanno fatto cacciato il capo dei mossos in italia dopo la diaz li hanno promossi.
Comunque speriamo che almeno l’articolo dell’esperto dissuada le orde dei turisti e vacanzieri italiani che ci fanno vergognare ogni fine settimana.
en realitat, s’hauria d’estar ben feliços per l’article, si només se’l pugues prendre en serio.
el “mito barcellona” va ser creat, i no només a italia, a través d’una campanya publicitària pensada per atreure el turisme i vendre’n una imatge “de moda”, feta a mida de la tonteria del públic de rai, mediaset, periòdics de totes menes, entre ells max. però la ciutat i la seva comunitat no hi eren preparats, i així barcelona ha esdevingut poc a poc el “puticlub” d’europa, el lloc on fer tot el que t’agradaria fer sota casa teva, però si ho fas la “mamma” s’emprenya: els carrers de ciutat vella com a una latrina al matí; els inevitables encontres amb la desesperada parella turista/puta que estan fent-ho a la entrada de casa teva; la dissipació continua de la cultura de la ciutat i de les histories dels seus carrers sota la pressió de la especulació hotelera i dels restaurants: farmàcies desaparegudes per fer lloc a gelateries sense gust, botigues històriques mortes per la desnaturalització causada per tants guiris que viuen en el lloc però no el lloc, la esterilització cultural per efecte de la supremacia del cicle producció-de-sou-(pocs-bruts-i-ara)//consum-de-cervesa-i-maria a sobre d’un altre, creació-de-vida//experiència-de-vida.
tothom que hi viu ho saps: barcelona ha viscut anys molt difícils des de les olimpíades. esperem que panizza hi hagi vist bé i que estiguin a punt d’acabar, després només caldrà des-fer el mal-fet.
i per cert, no es tracta de decidir si barcelona és millor o pitjor que milano o roma, si el seus defectes siguin compensats per alguna altre cosa o no, si catalunya és més rica que lombardia, si els catalans tinguin més gracia que els veneti, si un terrone visqui menys racisme a barcelona o a padova, si el català és més bonic que el napoletano, si els mossos son feroços com la polizia o no, si zapatero és més presentable que berlusconi, si la movida és cosa de barcelona o madrid. deixem a max i a qui en vulgui la obsessió per la superficialitat de les motivacions del viure.
Sono di Napoli, laureatomi nella mia città, lavoro a Milano, conosco Barcellona (dove son stato e ho amici).
Leggo solo ora l’articolo. La mia opinione (in base anche a quanto visto e quanto raccontatomi da chi ci vive e/o da chi ci ha vissuto)? Forse “eccessivo”, ok, ma non del tutto menzognero.
Troppi italiani sono rimaste, un po’ingenuamente, se mi è permesso, “vittime” di un sogno artificiale. Magari, a seguito di una vacanza, di un amore, di un festaiolo periodo di studi (Erasmus), di una giovinezza che è tardata a volar via.
La verità è che Barcellona, per quanto possa essere più vivibile di una Roma, di una Milano (di una Napoli, ahimè, non ce lo aggiungo proprio…), oggi come oggi si sta uniformando a qualunque altra realtà metropolitana, nei pregi e nei difetti.
Se sei un laureato superqualificato in uno specifico settore, se sei un ricercatore, se sei un manager o un imprenditore, troverai condizioni ideali per viverci (ma penso che le medesime potresti trovarle un po’ovunque, con simil premesse) e magari te la…”godi” pure in ciò che offre.
Se sei un pincopallino qualunque, attratto solo dalla patina “superficiale” o dal…”mito” della città cosmopolita e ricca di opportunità, ma senza avere nè arte, nè parte, rischi di restare molto deluso e di tornare in Italia con la coda tra le gambe.
In linea di massima, comunque, qualora dovessi scegliere città straniere dove cercare, prima di tutto, di farmi strada professionalmente parlando, non sceglierei Barcellona. Opterei sempre per Londra e, in alternativa, Berlino.
salve a tutti,
io andrò a vivere a barcellona tra un mese,
aprirò una gelateria, non male come fantasia eh?
in italia sono restauratrice di opere d’arte pluri diplomata e specializzata in dipinti su tela e opere contemporanee, la crisi mi ha spazzato via, una attività costruita in venti anni, ora ho quarant’anni ed ho deciso con amici di aprire al Born, ci sono già molte gelaterie ma noi faremo un prodotto super italiano con i fiocchi. fino ad ora quello che posso dire di barcellona, che ho già conosciuto in passato , è che molto snella di burocrazia e meno cara.vi aspetto alla Gelateria Bella Mia in Via Espaseria!
ciao!!!!!
Grazie per la pubblicazione dell’articolo!
Devo dire che Max non lo aprivo da un bel po’, credo proprio da quando vivevo in Italia.
L’articolo l’ho trovato interessante secondo vari punti e meno per altri.
Io, sebbene viva e conosca solamente da un anno e mezzo la città, credo siano cambiati degli aspetti rispetto al passato, alcuni sicuramente in positivo ed altri, por supuesto in negativo.
Il giornalista fa riferimento ad alcuni aspetti dei quali mi ritrovo a condividere.
Primo su tutto il fatto che per trovare un Bel lavoro, o semplicemente anche un normale lavoro d’ufficio la conoscenza del catalano in primis e dell’inglese sono fondamentali.
Ora come ora, con i tempi aimè che passano (sull’argomento crisi usciremo fuori tema), la selezione per il posto in ufficio non è delle più clementi.
Se sei scandinavo hai sicuramente più probabilità a conseguire il posto rispetto ad un italiano in quanto le mega nazionali presenti se li prendono senza pensarci.
Per quanto riguarda invece la sparata sulle multe facili per le birre per strada e la quantità di bar/spaccio situati nel Borne, vorrei chiedergli che strani personaggi della Rambla (appunto) ha conosciuto per raccontargli ciò.
E’ sicuramente vero che entrambe le cose esistano ma sicuramente non esagerate quanto scritto nell’articolo.
Pezzari tocca poi l’argomento “underground e cultura libertaria”; il fatto che molti bar siano privi di anima, sprovvisti di una musica adeguata o che ti costringano a consumare dentro io credo che non sia del tutto sbagliato.
Barcelona è ricca (suerte!) di bar, baretti, locali e ristoranti che non vengono sfruttati per come si dovrebbe.
A questo punto non capisco se sia la gente che non abbia voglia di interagire o siano tutte queste nuove leggi anti rumore…(il commerciale forse fa più soldi?!?)
Questo si riferisce sicuramente all’underground in sè, d’altro modo non si può proprio dire che non si possa andare a bere una birra.
Dispiace solamente che se la sia presa con i poveri cristi e le belle ragazze che lavorano per BCNeta che senza loro davvero vivremo in una latrina.
Pezzari da turista per qualche giorno è rimasto ovviamente infastidito ad alzarsi dalle panchine di Plaza Real, ma per il povero inquilino che vive lì credo non sia la stessa cosa..
BCN rimane comunque una città ricca di fascino, una città che ti permette di vivere di poco, una passeggiata lungo il porto o una siesta in qualche parco ascoltando jambee e bevendo una estrella degli amici paqui che ogni tanto si divertono ad organizzare qualche attentato in città.
Il perche di cosi tanti italiani a BCN lo si può racchiudere sulla frase finale: «Perché resto a Barcellona? Perché questa è l’Italia così come la vorrei».
Fondamentalmente è cosi, qui non ci si sente all’estero come si potrebbe essere a Londra ( I like you) e questo per molti è un vantaggio.
Ad ogni modo ragazzi, BarceLoca toda la Vida!
Condivido in parte l’articolo, la città si è commercializzata nella misura in cui pensa molto a vendersi e a questo viene anche la militarizzazione. La chiusura delle casa okupa e di molte iniziative culturali non ufficiali è sotto gli occhi di tutti ed è una grande perdita per la città
D’altro canto, l’articolo è negativo in eccesso. L’insistenza mediatica contro la discriminazione e a favore dell’immigrazione, le pubblicità nei metro e gli eventi culturali sono davvero il segno di una città che vuole unire ed evitare lo scontro sociale.
Dice l’autore che siamo rimasti folgorati, che sono il metro e la spiaggia che ci legano qua, ma io non lo credo. Barcelona è ancora incantevole, ha ancora una vita notturna incredibile, vista la qualità di molti locali e la crescita di spazi furi dal centro. è vero, hanno invetrinato il gotico e il born, ma questo da soldi e lavoro alla città, mentre in molte altre zone si vive senza preoccuparsi delle folle di turisti, questo in molte città italiane non funziona.
Poi l’urbanismo di barcelona, è eccezionale nel renderla vivibile. PArla l’autore d’industria milanese, perché non parla del traffico di Roma o Madrid, di Milano o addirittura di città più piccole? L’efficienza dei trasporti e della rete stradale qui è di molto superiore a quella di moltissime città, e ciò produce benessere.
L’offerta culturale non è quella di un po’ di tempo fa, ma non è neanche bassa. Sinceramente, io non ho il tempo di stare dietro a tutte le cose a cui vorrei assistere.
Non so, l’articolo non mi ha convinto. L’autore aveva un’idea in testa e l’ha esposta come voleva. Io credo sinceramente che una critica più equilibrata sarebbe stata più costruttiva.
E in fondo, se in tre anni mi sono innamorato tanto di questa città e della sua gente, vuole dire che vivo bene davvero. Anche perché il metro non lo uso
Le motivazioni che sono alla base dell’emigrazione sono variegate. Ridurre tutto a un fenomeno di costume o una questione di mode mi sembra estremamente riduttivo.
Al posto di perdermi nell’inutile sforzo di dare un senso a un fenomeno, rischiando di banalizza e categorizzare in modo insensato, ho deciso di pormi la domanda del perché all’incirca 2 anni fa decisi di tornare a viver qui a distanza di 3 anni dall’esperienza Erasmus.
La realtà è che date le pessime condizioni lavorative che ci sono in Italia e le poche speranze di realizzarsi professionalmente decisi di emigrare. Nella scelta i fattori che hanno contribuito alla scelta di Barcellona sono stati la conoscenza della città, la prossimità di culture (non per ultime culinarie), il fatto di dominare perfettamente la lingua e in ultimo i piacevoli ricordi dell’era Erasmus.
La realtà è che in Italia avevo fatto parecchi colloqui umilianti, frustranti e al limite del surreale (in uno mi hanno chiesto se avessi una tessera di partito o un parente che lavorasse al ministero). In Italia ho lavorato mesi senza percepire paga perché “sei giovane e devi fare la gavetta”.
Quando sono venuto a fare il colloquio, che ha poi ha avuto esito positivo, abbiamo parlato di capacità tecniche di formazione pregressa e di aspettative per il futuro. Probabilmente sono stato fortunato, ma so che i ragazzi che stanno facendo lo stage nelle aziende dove ho lavorato percepiscono una paga sui mille euro, hanno carichi di responsabilità con il tempo e non promesse a lungo periodo.
Oltre a questi aspetti, per nulla trascurabili, la città è a misura di uomo. Io ho vissuto a Torino e vi assicuro che:
-lavorare fino alle 18:00 e poi dover correre in auto perché i super chiudono alle 19:00
-essere obbligato a circolare in auto perché il trasporto pubblico è inefficiente
NON E’ UMANO!
Secondo me la domanda da farsi non è sul perché veniamo qui, ma del perché rimaniamo.
Io ho dato le mie risposte.
Chi scrive dimentica o forse non lo sa che emigrare non è semplice, neanche quando sei lontano da case solo 2 ore di aereo.
Credo che al posto di classificarci dovrebbero rispettarci.
salve a tutti
stò partendo pr Barcellona,
una città che ho sempre amato.
mi hanno proposto un ristorante in affitto d’azienda quindi ritorno dopo 5 anni in questa bella città, non solo per vedere di persona l’attività ma anche per risentire se non ricordo male il calore della gente che ci vive, allegri e disponibili.
vi ringrazio molto per i commenti e le informazioni che avete scritto, mi aiutano, credo anche per molti altri, a pensare in positivo.
spero mi piaccia e sia a mia portata il ristorante che mi hanno offerto e se qualcuno di voi è interessato ad un lavoro da fine anno ( prima non riuscirò a trasferirmi causa vendita casa ) fatevi vivi.
ciao
Recentemente sono rimasto a Barcellona un mese, volevo capire se poteva essere una città interessante e davvero al centro di tutto, come si dice in Italia.In realtà mi è parsa molto provinciale , piccola e molta gente, proprio come in Italia, non parla inglese, che per una città che vuol essere internazionale può essere un grave problema. Il centro poi è esageratamente trascurato e sporco, mentre anche il senso di libertà non è così evidente come in nord Europa. Certamente comunque è una bella città, anche grazie al mare e al clima, ma tutto sommato non c’è così tanto da vedere e non esistono istituzioni o musei come a Madrid o a Berlino. Ecco, alla fine ho scelto di tornare nella grande e libera Berlino, sempre più in crescita e in divenire. Capisco benissimo chi scappa dall’Italia. A Berlino, città verdissima, con parchi, laghi e 900 km di piste ciclabili, con una qualità della vita incredibile, la differenza con l’Italia si sente ancora di più !
Ciao Berliner,
premetto che non voglio creare una discussione su quale città sia meglio di un’altra.
Penso che Barcellona ha molti aspetti positivi che non possono essere colti in un solo mese di vacanza, soprattutto se ci si sofferma al centro città, che considero “il posto dei turisti”.
Purtroppo l’idea che gli italiani hanno della città è sbagliata.
E’ un posto civile, c’è liberta, bene o male funziona tutto… si vive tranquillamentee con un livello di qualità della vita superiore a qualsiasi altra città del Mediterraneo.
Amo Berlino, ci sono stato 5 anni fa e tra poco ci tornerò per un periodo più lungo.
Le due città sono completamente differenti, non hanno nulla in comune.
Barcellona potrà anche essere provinciale, avere meno km di piste ciclabili anche perché è moooltoo più piccola di Berlino e il confronto non regge, ma una cosa ha in più di Berlino:
é una città mediterranea, di mare e c’è il sole quasi tutto l’anno.
Io vengo dalla Sicilia e Berlino era una dei posti in cui volevo trasferirmi, ma non riuscirei a vivere in un posto senza il mare e senza il sole.
Peccato…
P.S. sull’affermazione “non esistono istituzioni o musei come a Madrid o a Berlino” non dico nulla, magari la prossima volta che vieni qui, contattami che ti do gli indirizzi dei musei
Ciao ruspa, per novembre lascio il mio lavoro per trasferirmi a Barcelona, ho lavorato anche all’estero come secondo cuoco, mi chiedevo potresti aiutarmi nel trovare lavoro….
disposto a fare sacrifici, ad imparare, …
a proposito ho 33 anni.
saluti e spero veramente di sentirti..
Nando
Anch’io amo Berlino. Ci sono stata molte volte, ho amici italiani che hanno acquistato casa a prezzi che a Milano o Roma non compri neanche un garage. E’ una città in crescita, dove c’è spazio per creare e inventare. Ma concordo con Trent sul fatto che quando si sceglie una città si misurano i fattori personalmente più importanti. Il clima è senza dubbio uno di questi. Io, sinceramente, amo il mare, il sole e la grande e bella città dove sapere di poter trovare e fare tutto ciò che mi piace…Barcellona ha tutto questo. E’ una città che puoi decidere di vivere come vuoi. Io la vivo in modo modo molto rilassato, vado a letto presto per svegliarmi presto la mattina e fare una lunga pedalata fino a Poble Nou. Se hai voglia c’è sempre una mostra, un evento culturale interessante. Nel raggio di 200 metri ci sono tre teatri, con programmazione interessante ed economica. C’è possibilità di fare volontariato, sport, ecc. Insomma, non manca niente.
Ritengo che Barcellona sia una delle migliori città del sud europa.
Ciao a tutti, ho avuto la fortuna di fare un’esperienza erasmus a barecellona per 1 anno, credo che anche nei suoi difetti sia una città stupenda. Prima di dire perchè mi affascina questa città volevo precisare ai soliti itagliani “generalisti” che BCN non è propriamente spagna, ha un’anima tutta sua che la rende unica e differente da quello che un italiano mediocre può immaginarsi quando pensa di essere arrivato in spagna. Questa città insieme a tutta la catalogna hanno sempre lottato contro l’oppressione degli anni di franco e adesso che hanno riaquistato la libertà non hanno intenzione di perderla, è per questo che i costumi locali ti permettono di fare le cose con meno formalismi e un pizzico in più d’intelligenza. Il catalano medio è generalmente una persona che sta coi piedi in terra: non compra come il milanese il suv perchè è di moda, compra la macchina che più gli piace e che meglio si addice alle sue esigenze, va al ristorante che gli piace non quello alla moda, la ragazza catalana va in spiaggia a leggersi un libro da sola prendendo il sole nuda senza che nessuno dica ne pensi niente di lei,…………..posso andare all’infinito.
Io a BCN sono stato accolto alla grande, a milano c’è ancora chi mi giudica per il mio accento meridionale, la sera mi sono divertito con poco, 1€ una birra in alcuni posti, non pago come in italia 20€ per entrare in questi locali alla moda, se scambio due chiacchiere con una ragazza non è pregiudizievole rimane a parlare e ridere, nei locali italiani invece vestono tutte come “zoccole” ma se ci scambi due chiacchiere ti mandano a quel paese,…
Premettendo che la catalogna sia qualcosa di differente dalla spagna in generale, molti italiani continuano insistentemente a dire che la spagna sia un paese arretrato. Innazi tutto la spagna ha un PIL pro capte più alto dell’italia di circa il 7%, a BCN di circa il 30%, inoltre credo che il pil nn renda l’idea di quello che sia barcellona. E’ prima di tutto una città modernissima ed efficiente con quasi 200km di metro adesso che innaugureranno la linea 9 di ben 43km, milano se la sogna tanta efficienza: strade a 10 corsie, burocrazia 0, gentilezza del personale pubblico e privato……………………………………………..
E’ solo invidia quella che provano certi ITAGLIANI, non c’è più confronto con una città come milano, qui vanno avanti, ogni giorno fanno una piazza, un museo una linea di metro ecc. in italia invece??? sulla base di cosa tali persone si permettono di criticare una tale città senza nessuna argomentazione concreta??
SVEGLIATEVI se volete che gli italiani che ci vivono tornino un giorno a vivere in italia, se si continua così invece li avremo persi per sempre e chissà quanti altri ne partiranno. Io non è questo quello che voglio in quanto credo che l’italia in se sia bellissima e non meriti questa fine.
cia ruspa , sono mario. ho letto il tuo commento,mi piacerebbe poter lavorare a barcellona, ho qualche esperienza nel campo della ristorazione e una grande passione per la cucina. nel caso cercassi ancora personale,ti lascio la mia mail.
cocinero69@libero.it
ciao mario
Infatti e’ abbastanza strano che ora vivono tanti italiani a Barcellona. Negli anni 70 e 80 c’erano soltanto tedeschi, olandesi, inglesi e francesi che hanno scelto di vivere qui in questa citta’ fantastica. non si vedeva ne’ un italiano in giro e ora la citta’ e’ strapiena degli italiani!!!!! che cambio!