L’horchata (orxata in valenziano e catalano) è la bibita preferita dai catalani quando è ora di rinfrescarsi per il caldo estivo.
Bianca come il latte, è il succo della chufa (xufa in valenziano e catalano) un tubercolo di una pianta (il Cyperus esculentus), in italiano si chiama dolcichino o babbagigi, in inglese tiger nut. È originario del Medio Oriente, i primi utilizzatori sono stati gli antichi egizi, infatti sono state trovate tracce della chufa accanto ad una mummia egizia sepolta assieme al prezioso tubercolo. Veniva utilizzata per farne farina o veniva mangiata cruda.
In Europa le prime tracce sono state trovate ad Alboraya un villaggio vicino Valencia considerato la patria dell’horchata anche per l’incredibile numero di horchaterie presenti, si pensa sia stato importato dalle popolazioni arabe che hanno invaso la zona. Nel secolo XVIII in uno trattato di Marc Antoni d’Orellana è scritto che i valenziani ma anche gli abitanti di Madrid usano rinfrescarsi bevendo acqua aromatizzata con la chufa che veniva preparata in inverno e conservata fino all’estate.
La prima testimonianza che parla chiaramente di orxata de xufa si trova in un’opera del 1789 in cui si dice che veniva usata anche per curare varie malattie.
Solo con l’avvento delle prime fabbriche di ghiaccio all’inizio del 1800 l’horchata è diventata la bibita attuale, potendo essere conservata per lungo tempo anche nelle stagioni più calde.
L’origine della parola horchata e’ incerta, molte lingue latine hanno vocaboli simili come l’orzata italiana che viene fatta con l’orzo e che erroneamente molti italiani credono sia la stessa bevanda.
Segnalo da wikipedia un aneddoto molto simpatico sull’origine del nome:
Secondo la tradizione popolare, la parola sarebbe nata ai tempi della conquista di Valencia, quando Giacomo I d’Aragona, al momento di entrare in città, si vide offrire un assaggio di questa bevanda da parte di una bella ragazza valenciana. Il sovrano, deliziato da questa bevanda misteriosa, avrebbe risposto “Açò és or, xata” (“questo è oro, ragazza”), da cui il nome. Questa versione, oltre ad essere inverosimile, è anche falsa, perché xata è un castiglianismo che probabilmente era del tutto sconosciuto al catalano del secolo XI.
Nonostante la grande produzione di xufa la massiccia richiesta non riesce ad essere soddisfatta, per questo viene coltivata in molti paesi africani, ma la qualità del prodotto non è uguale, per questo motivo la Comunità Valenciana ha istituito una denominazione di origine (doc) per tutelare il delizioso prodotto. La chufa importata viene utilizzata soprattutto per produrre l’horchata industriale che potete trovare in tutti i supermercati spagnoli, di media qualità ma che nulla ha a che vedere con quella artigianale, in quanto viene allungata con latte e pastorizzata per poterla conservare a lungo prima della commercializzazione.
Preparare un’horchata in casa è molto facile, dopo aver procurato qualche chilo di chufa, bisogna pulirla e triturarla, si aggiungono quindi 3 litri di acqua per ogni kg di chufa e si lascia a macerare. La pasta semisolida va pressata più volte. Alla massa finale aggiungete circa 120g di zucchero ogni litro, alla fine si deve filtrare il tutto dopo averlo fatto sedimentare per un po’ di tempo.
I posti dove degustare una buona orxata sono tanti comincio dalla più antica l’ horchateria Santa Catalina a Valencia si trova in Placa S. catalina 6 e vanta più di 2 secoli di storia. A Barcellona la migliore (a mio modesto parere) è La Valenciana in carrer Aribau 16, dove vi consiglio di assaggiare un Cubano, horchata con una pallina di gelato al cioccolato, una prelibatezza.
Sempre a Barcellona Sirvent C. Parlament 56 e Tio chè Rambla Poble Nou 44-46.
A Badalona Gelateria Torroneria Soler c. Francesc Layret 98, a Castelldefels Gelateria Orxateria Sirvent Verdù pg. Maritim 312, a Terrassa Gelats i Torrons Els Xixonencs C. Cremat 5 , a Girona La Xixonenca c. Argentina 8.

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salve,premetto che vado letteralmente matta per l’Horchata de chufa. Vado spesso a Barcellona, ma purtroppo mi capita di andarci in aereo o in moto e quindi riuscire a portarmi a casa una bella quantità di scorta è assai dura.
Chiedevo, quindi, si può trovarla qui da noi? o ancor meglio, non c’è modo di farcela portare? magari periodicamente?
grazie.
Ciao Stefania,
non ho informazioni a riguardo, non so se viene importata in Italia.
Se può aiutarti esiste una versione industriale dell’horchata si chiama chufi http://www.chufi.es/ puoi contattarli per email e chiedere se vendono in Italia.
Saluti
grazie Trent, so che in Italia non l’importano sicuramente, ma ho provato comunque a chiedere se c’è la possibilità di spedirla ad un prezzo accettabile.
se vi interessa vi faccio sapere qualcosa….
Si se hai notizie facci sapere,
Grazie
Sono nelle condizioni di Stefania: adoro la horchata ma non so come fare per poterla gustare in Italia. Ho scritto via e-mail alla “CHUFI” chiedendo loro di fornirmi il nominativo di un eventuale importatore italiano, ma non ho ricevuto risposta. Credo di capire che importatori di questa deliziosa bevanda da noi non ce ne sono. Se venite a scoprire qualcosa, fatelo sapere qui sopra. Grazie e caio a tutti.
Salve a tutti!anke io sono stata in spagna,a Valencia..vorrei dirvi che la Mon Orxata è la migliore..ho assaggiato la CHUFI ma posso assicurarvi che non c’è paragone!lasciate stare la chufi xk è veramente un altra cosa..non si beve!
Ciao! Attenti perchè l’orxata va tenuta in frigo, altrimenti si rischia di stare veramente male. Suggerisco di comprare le chufas in Spagna (a Barcellona le trovate ad esempio alla Boqueria), di portarle in Italia e lí produrre la vostra orxata personale come spiega il post.
io l’ho appena comprata al supermercato! troppo buona!!!!!!!
Supermercato? Qale supermercato? Dove??
La Chufi si trova su ebay, spedita dalla Germania, un litro circa 2€ ma la spedizione costa 15€…
la pianta in latino si chiama cyperus esculentus ed e’ molto diffusa in italia. trovate un amico botanico, imparate a riconoscere la pianta e cosi potete farvi la vostra bibita fresca fresca: dal vostro giardino al bicchiere!! e pure gratis!