L’ impressione di chi arriva a Barcellona è sempre quella di trovarsi in un enorme cantiere a cielo aperto, una città in continua evoluzione, in costante cambiamento, così come gli architetti futuristi del secolo scorso desideravano.
Ma cosa si nasconde nel retroscena urbanistico di Barcellona? Questa apparente apertura all’ innovazione è veramente tale o nasconde arretratezza, “chiusura” e mancanza di idee? E infine: è veramente un’evoluzione o si può anche parlare di involuzione? A queste e a tante altre domande risponde l’ Architetto catalano Ricardo Bofill, in una recente intervista concessa a “El Periódico de Catalunya”.
Bofill comincia parlando della sua lunga esperienza di architetto e urbanista nei cinque continenti, raccontando ed illustrando alcuni dei suoi progetti più interessanti. Successivamente parla della realtà odierna, principalmente sul fronte urbanistico, dove, Barcellona tra le tante, sembra che la situazione non sia delle più rosee.
Nonostante ci sia una richiesta sempre maggiore e si costruisca molto più che 10 anni fa (chiamiamola pure speculazione edilizia), Bofill afferma:
La vergogna mondiale è che facciamo città peggiori che 100 anni fa. [...] I sobborghi, che sono il modello di riferimento attuale, a Barcellona, e in Catologna in generale, mi sembrano peggiori che l’ Eixample. [...] Non stiamo passando un momento dei migliori e dei più emblematici. [...] Viaviamo di passato, fermi agli anni ‘80.
Si passa poi a parlare di idee e progetti in corso. Critica (giustamente) il “ritocco” alla Diagonal, dicendo:
Non si può toccare la memoria delle strade, l’ edilizia popolare. E’ una mancanza di cultura e di rispetto per la storia del paese. Se verrà fatto la riterrò una aberrazione.
Torna poi ad elogiare il quartiere di Eixample, dicendo che lo affascina il fatto che ogni venti metri c’è l’ espessione di un diverso artista o artigiano, e si liquida l’ architettura del Fòrum definendola “una porcheria”. Infine parla della linea AVE, dicendo che se l’ intervento, in sé molto delicato, verrà effettuato con le dovute precauzioni tecnologiche, potrebbe concludersi in maniera positiva.
Bofill conclude la gradevole intervista lanciando un forte messaggio agli architetti e urbanisti catalani, da lui ritenuti “molto validi”. Un messaggio che spinge a fare di meglio, per una città che va amata e rispettata nelle sue tradizioni e che non deve perire sotto i colpi di una “forzata” evoluzione tecnologica.
Ottimi propositi, aggiungo io, condividendo tutte le affermazioni fatte da Bofill. L’ unica cosa che mi lascia perplesso è che il suddetto architetto è colui che ha disegnato il tanto “spavaldo” Hotel Vela nei pressi della Barceloneta, proprio sul mare, lasciando un forte segno nello skyline della città. Ha realizzato questo progetto in un periodo in cui si denuncia che le coste catalane sono le più costruite dell’ intera Spagna.
E’ il caso di dire che si predica bene, ma si razzola male?

13/05/2010.
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10/07/2008.
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06/10/2009.
E’ stato il grande “casting” dell’estate: il gruppo Starwood ha effettuato più di 4.000 colloqui per reclutare le oltre 400 persone dell’Hotel W – noto come Hotel Vela [...]



E’ il prezzo del progresso, o se vogliamo, dell’evoluzione economica. Prezzo pagato anche da città bellissime dei paesi ex comunisti (v. Praga)
credo che oggi l architetto debba pensare dinuovo agli spazi earredi urbani siccome progettare e creare delle scenoigrafie costuite da ambiente naturali e costruiti bisogna pensare il verde ; gli spazi intesi come standard urbanistici – qualita sistemica come una scenografia di un grande film p spettacolo tatale creando il proscenio – oggi si deve pensare di abbattere le correnti galvaniche – gli agenti ossidanti–monossido di carbonio – bravo arch boeri che ha pensato a 1000 alberi per porta garibaldi a milano – ma loasi wwf di milano la piu grossa ij arteria cittadina vasalvata – perche l aria che respiro viene prima di tutto – viale sarca a milano adesempio manca l albero come elemento architettonico – tornando a bofil bravo per il crescent – la torre orsero non mi piace percghe la trovo troppo invasiva – io mi presento sono ass tecnico di topografia e costruzioni arch massimo siri alla scuola del carabiniere di nassirya daniele ghione eroe della pace e dedicata a giovanni falcone scuola che lavora per l eccellenza campioni nello sport e nei banchi con aule tecnologiche all avanguardia per rag e geo a loano gli architetti hanno la responsabilita di creare la felicia urbana e di ravvivare il sorriso dei bimbi e responsabili della loroi crescita intellettiva dove non esiste alberi le persone sono piu nervose – e le malattie cardio respiratorie alte buon lavoro
Giuro che non ho capito nulla del commento sopra; magari con della punteggiatura sarebbe meglio..
Il poblenou verrà sconvolto, certo, ma allo stato attuale ha estremo bisogno di essere rilanciato. Personalmente la creazione di un polo universitario e professionale altamente tecnologico mi sembra un’ottima idea, sperando non si arrivi agli eccessi edilizi dell’area forum (che poi, parliamone, i parchi di quella zona sono molto belli).
In futuro, mi piacerebbe leggere un vostro commento sull’imminente inizio dei lavori della stazione sagrera: se si parla di rinnovare e rilanciare, gehry mi sembra la persona giusta.
chiedo scusa per no avere usato la punteggiatura ma é un commento non un libro—e poi mi scuso ma c é poco da capire quando non si é in grado di ridisegnare le città e questo che volevo dire; si e perso il senso della scenografia e dei rapporti fra geometrie;e come dipingereun quadro ci sono delle regole da rispettare un film senza scenografia–gli alberi fanno parte del nostro arredo urbano sono architetture patrimonio dell unesco–non voler capire che l albero e vita–che senza alberi si muore–che la mancanza di ossigeno porta malattie cardiovascolari–asme—allora vogliamo finirla di prenderci in giro–avete mai visto viale sarca a milano 3; 5 km senza un albero—vi rammento che new york ha costruito central park —area grandissima polmone di verde con flora e fauna–mettiamoci in testa stiamo creando generazioni di malati già in giovine età quartieri senza alberi senza aree di svago dove l unico svago che conoscono e lo spinello non tutti per fortuna e la white noi siamo cresciuti con l autoscntro—l amore per lo sort –il teatro–il cinema e il circo;
allora wright quando ha pensato la casa nella cascata cosa voleva dire sola una cosa che la natura e protagonista assieme a quello che costruiamo noi al giovanni falcone di loano con i nostri progetti sul marguareis al rifugio garelli e monviso–arnasco e lab gps del carabiniere di nassirya daniele ghione eroe della pace facciamo capire come sia importante costruire un rapporto tra ambiente naturale e costruito;i nostri allievi geo e rag sono addestrati ad essere campioni sui banchi e nello sport–questo il giovanni falcone di loano scuola all avanguardia che aiuta i giovani a capire la legalitae con il cinema si aiuta a ragionare contro droga alcool e prostituzione perche costruendo quartieri disordinati creiamo malessere e disgregazione e delinquenza perdita di valori
aggiungo ancora questo disegnare un progetto di citta e come scrivere un sceneggiatura di un film ci deve essre una bella scenografia caratterizzata dalla citta—le sue architetture i suoi odori australia ho trovato un rapporto straordinario tra scenografie–semantica e fotografia —
SPERO ANCHIO CHE BARCELLONA SAPPIA MANTENERE IL GIUSTO RAPPORTO FRA CITTA; IL NEW WATERFRONT MARINO —BARCELLONETA IL BELLISSIMO ESEMPIO DEL RECUPERO EDILIZIO CON IL PROGETTO DI CITTA OLIMPICA; LE PASSEGGIATE SUL MARE –ANCHE NELLA CITTA NUOVA CON EDIFICI SPECIALISTICI DOVRA SAPER DARE FORME E SINERGIE STRUTTURALI ; INTERRELAZIONATE QUALITA SISTEMICA—STANDARD URBANISTICI—ADEGUATI CREDO ANCHIO CHE FRANK GHERY SIA LA PERSONA GIUSTA MA VDEREI NEL TEAM DI PROGETTAZIONE ANCHE RENZO PIANO E ALTRI GIOVANI IN ERBA ARCHITETTI—-PERCHE IL NOSTRO FUTURO DELLE CITTA SUL MARE E IN PRIMIS IL NEW WTERFRONT LA FACCIA DELLA CITTA PENSATE A GENOVA E LA DARSENA PORTO ANTICO ; PORTO MADEIRO—ROTTERDAM E IL NEW WARTEFRONT PIU SPETTACOLARE AL MONDO VENEZIA—LONDRA–NEW YORKE NEW WTERFRONT SUI FIUMI PARIGI —ECC